
Secondo la rete di sorveglianza Ar-Iss, coordinata dal Dipartimento Malattie Infettive Parassitarie e Immunomediate (Mipi) e dal Cnesps, in Italia la frequenza di K. pneumoniae resistenti ai carbapenemi nelle sepsi e' passata dall'1.6% del 2009 al 16% del 2010 e i dati relativi al 2011 indicano un aumento ulteriore. "La resistenza ai carbapenemi - spiega Annalisa Pantosti, direttore del reparto Malattie batteriche, respiratorie e sistemiche del Mipi - e' nella maggioranza dei casi dovuta alla presenza di un enzima (la carbapenemasi) che e' in grado di distruggere gli antibiotici della classe dei beta-lattamici, inclusi i carbapenemi: pertanto il microrganismo diviene resistente anche a questi antibiotici di ultima risorsa".




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