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Martini: risparmieremo settecento milioni grazie ai generici. Foresti: con i tagli a rischio l'industria del settore. I farmacisti i più attivi a proporre l'equivalente

Martini: risparmieremo  settecento milioni grazie ai generici. Foresti: con i tagli a rischio l'industria del settore. I farmacisti i più attivi a proporre l'equivalente
Farmaci

A proposito di crisi e dei tagli annunciati con la spending review, secondo Martini ''il decreto legge del Governo, in base alle anticipazioni di stampa, rappresenta uno straordinario passo in avanti perché per la prima volta non c'e' una singola misura, ma un impianto che prefigura una governance di medio e lungo periodo, dove vengono fissati i budget per le aziende, vengono previste misure di recupero in caso di sfondamento e si utilizzano i risparmi ricavati dai generici per fare ricerca e innovazione''. Con queste regole chiare, se rimarranno tali, ''dal prossimo anno non serviranno più misure spot - conclude Martini - Queste sono regole chiare, lungimiranti e condivisibili''. ''Il modello di spending review è sempre lo stesso: si taglia il fatturato, si ricorre al copayment delle aziende e si penalizzano le imprese del generico, che invece fanno risparmiare il Servizio sanitario nazionale. E' assurdo. Con i tagli annunciati a patire maggiormente saranno le aziende più piccole, che non hanno ancora raggiunto la massa critica. Il rischio è che chiudano'', risponde  Giorgio Foresti, presidente di Assogenerici. ''Le aziende farmaceutiche - spiega Foresti - guadagneranno meno con questi tagli, ma il pericolo è che le realtà più piccole che producono farmaci generici scompaiano. Le imprese più grandi invece, che in questi anni hanno diversificato il loro portafoglio, si concentreranno soprattutto sul mercato dell'innovazione, come è avvenuto con la sclerosi multipla, perché è da lì che si possono trarre guadagni, e non ad esempio su campagne per la diffusione del generico''.  Tutto ciò si aggiunge ad una situazione italiana non proprio favorevole al generico: ''il fatto è che c'è la volontà di difendere rendite di posizione - continua - mascherandole con una questione culturale. Ma gli italiani sanno che del generico possono fidarsi''. Secondo Foresti in Italia si fa un uso strumentale del farmaco equivalente, ''impiegato come leva finanziaria, che consente al Ssn di risparmiare, ma a cui non interessa che si venda o meno. Tutto ciò però ha un limite che si vedrà dal 2013-2014 - conclude Foresti - Nel 2013 infatti, a fronte di un aumento di prescrizioni, ci sarà un calo del 6% dei valori per l'uscita dei generici, mentre dal 2014 non ci saranno più generici, e l'effetto calmierante che finora c'è stato, scomparirà. I tagli vanno fatti dove serve, in modo intelligente''.

Sondaggio Federconsumatori

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Intanto secondo un sondaggio gli italiani conoscono i farmaci generici/equivalenti e si considerano ben informati nel 56%, ne vengono informati prima di tutto dai medici di famiglia ma sono soprattutto i farmacisti a proporglieli, l'88% di loro ha acquistato un farmaco negli ultimi tre mesi. Sono i cittadini  alle prese con i farmaci cosiddetti generici o equivalenti, secondo quanto emerso da un'indagine condotta da Federconsumatori su un campione di 1350 persone, il 47% delle quali comprese tra i 45 e i 64 anni e diplomate, nel 30% dei casi pensionate e nel 26% impiegati.   Dell'88% che negli ultimi tre mesi ha acquistato un farmaco, il 38% lo ha fatto per se', il 16% per un familiare e il 33% per entrambi. Il 56% ritiene di essere ben informato su cosa siano questi farmaci, il 38% ha affermato di conoscerli per grandi linee. Ma, guardando alla distribuzione geografica, sono i cittadini del settentrione i meglio informati (65%), seguiti da quelli del centro (59%) e da quelli del sud e delle isole (44%). "Primi in classifica" per l'informazione ai pazienti sui farmaci generici (39%), i medici di famiglia vengono però superati dai farmacisti nel caso di proporre il farmaco equivalente: i farmacisti lo propongono sempre, riferiscono gli intervistati, nel 37% delle occasioni contro il 32% dei medici. Al momento della prescrizione e dell'acquisto restano tuttavia elevate le quote di pazienti che rispondono che ne' i medici (29%) ne' i farmacisti (26%) propongono mai l'alternativa. Il 62% dei pazienti ha riferito di scegliere sempre i farmaci equivalenti quando è possibile effettuare la sostituzione, il 18% utilizza sempre e comunque il generico, il 20% ha risposto invece di non averli mai usati. Di questo 20%, il 27% non li utilizza perché non è sicuro che abbiano gli stessi effetti dei farmaci con brevetto, il 23% perché hanno bisogno di più informazioni e il 12% perché pensa di non aver bisogno di alcun farmaco e perché sceglie solo prodotti omeopatici.

Farmaci
Commenti
PP
Pietro Poidomani
Bravo Pasquale Orlando! La mettano loro la faccia ed il culo se pretendono che noi si faccia come dicono loro! Alla mente illuminata (o fulminata) di Foresti che dice: "il pericolo è che le realtà più piccole che producono farmaci generici scompaiano" bisogna ricordare che questo è il suo "mercato". Hanno permesso a cani e porci di farsi la fabbrichetta del generico e ora si lamentano se i pesci grossi (e con generici più sicuri) se li mangiano. FORESTI NON FARE L'IDEALISTA MENTRE VENDI PESCE AL MERCATO!!! VERGOGNATI TU E TUTTI I DIRIGENTI ASL CHE TI SEGUONO!!! Per i loro miserabili incentivi...
Rispondi
03/07/2012 20:18
PO
Pasquale Orlando
Già! Tutto un fiorire di "doveri" , di "informazione" , ma , alla fine, il MMG è il solo ad assumersi TUTTE le responsabilità in caso di effetti collaterali! Proposta al Ministro e all'Assogenerici: spingiamo per una legge che chiarisca, una volta per,tutte, che, in caso di cambio specialità , rispetto da quanto prescritto dal medico, lo Stato o la Regione ne risponderà , sul piano civile e penale, in caso di effetti collaterali. Vediamo chi è in buona fede !! Personalmente non ho nessuna preclusione sul generico - equivalente, ma, se viene cambiata la specia Ità, per una scelta esconomica, non posso essere chiamato a risponderne. È semplicemente scorretto e anti deontologico. A proposito cosa ne dicono gli Ordini?
Rispondi
03/07/2012 15:59
NP
Nicolò Pulizzi
In Svezia non forniscono la scatoletta ma le compresse in busta per un periodo di 2 settimane, un utile modo per evitare sprechi, e farmaci buttati perchè scaduti o cambiati. A volte basta poco...
Rispondi
03/07/2012 15:58
PP
Paolo Passamonti
E' ovvio che il farmacista ha tutto l' interesse a proporre il generico visti gli sconti praticati dalle aziende che li commercializzano : se ad esempio sul farmaco originale lo sconto praticato al farmacista non supera il 50% sull' equivalente generico puo' arrivare al 70-80% con pagamento dilazionato nel tempo a fronte di un acquisto considerevole . Il problema e' ( soprattutto per il paziente anziano ) che cambiando ogni volta la casa produttrice del generico ( in base alla disponibilita' del momento ) il paziente spesso fa' confusione , talvolta arriva lin studio l ' assistito che mi mostra due scatolette di colore diverso ma con lo stesso priìncipio che lui assume come fossero due farmaci diversi , ho tentato di scrivere " non sostitubile " ma ho creato altri problemi al paziente perche' il generico di quella azienda non era disponibile e d' altra parte non si puo' pensare che un farmacista tenga il generico di venti aziende diverse . L' ideale sarebbe ridurre il numero delle aziende mantenendo quelle realta' industriali che possono garantire la validita' del prodotto .
Rispondi
03/07/2012 14:02
AR
Antonio Romeo Riboldi
solita solfa risparmiare RISPARMIARE sempre ovunque in ogni settore solo che se CAPITA UNA QUALSIASI REAZIONE DA FARMACO - L'UNICO che di sicuro rimane CON CERINO IN MANO NON E LA ASL CHE SPINGE I GERNERICI NON E IL FARMACISTA CHE HA CAMBIATO IL FARMACO MA IL MMG CHE HA MESSO LA FIRMA!!! COSI VA L'ITALIETTA .
Rispondi
03/07/2012 13:43

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