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Al via la riforma della libera professione dei medici: più attività pubblica

Medicina Generale Redazione DottNet | 28/10/2008 16:33

Sì alla libera professione privata dei medici pubblici a patto che il numero di prestazioni di attività pubblica siano uguali o superiori a quelle non convenzionate con il sistema sanitario nazionale.

E' la proposta ideata da Ferruccio Fazio, sottosegretario alla salute del ministero del Welfare, che prevede come authority l'agenzia per i servizi sanitari Agenas. ''Stiamo trasformando l'Agenas in ente terzo per la valutazione delle prestazioni ospedaliere - ha detto Fazio - quindi ricoveri, prestazioni ambulatoriali, diagnostica e anche valutazione dei medici. Saremo in grado in tempi brevi di fare la valutazione del numero delle prestazioni dei medici e della loro qualità. Questo ci consente di disegnare il nuovo sistema della libera professione''. ''L'idea non è ancora formalizzata - ha aggiunto - la metteremo giù nei prossimi giorni e siamo aperti ai suggerimenti del mondo politico e professionale. Da un lato vogliamo ridare la professionalità al medico e togliere quella figura del medico 'pedina della politica' della struttura ospedaliera.

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Ma dall'altro vogliamo garantire ai cittadini che il medico che prende l'impegno di lavorare in una struttura, pubblica o privata, lavori per i cittadini'' senza abusare della libera professione. ''Pensiamo ad un unico rapporto di lavoro esclusivo - ha precisato Fazio - dove il medico può alla fine dell'orario di lavoro fare attività professionale dentro o anche fuori dall'ospedale, a sua scelta, ovviamente sono cose che vanno regolamentate. Il punto cruciale è che il medico non dovrà fare più prestazioni private di quelle che fa all'interno dell'ospedale durante l'orario di lavoro. Se vorrà fare molta attività libera professionale - ha concluso - dovrà fare ancora di più attività pubblica''.

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