
Rafforzare il ruolo della medicina generale e rendere la professione più attrattiva per le nuove generazioni. Con questo obiettivo lo SNAMI ha inviato una proposta di riforma contrattuale al presidente del Comitato di Settore Salute, Marco Alparone.
L’iniziativa, presentata a Roma, si inserisce in un contesto caratterizzato da una crescente difficoltà nel garantire la presenza capillare dei medici di famiglia e da un cambiamento delle esigenze professionali e sociali legate all’esercizio della medicina territoriale.
Un pilastro del Servizio sanitario
La medicina generale rappresenta uno dei principali punti di accesso alle cure per i cittadini e svolge un ruolo centrale nella presa in carico delle cronicità, nella prevenzione e nell’orientamento all’interno dei percorsi assistenziali del Servizio Sanitario Nazionale.
Tuttavia, il modello organizzativo attuale è messo alla prova dalla carenza di professionisti e dalla diminuzione dell’interesse verso la disciplina da parte dei giovani medici.
Nuove esigenze organizzative
Tra i fattori che stanno ridefinendo la professione vi è anche la crescente presenza femminile, che richiede soluzioni più flessibili per favorire un migliore equilibrio tra vita lavorativa e personale.
Secondo Simona Autunnali, tesoriera SNAMI, l’adeguamento del contratto rappresenta un passaggio necessario per garantire il futuro del medico di famiglia e rendere operative le nuove strutture territoriali come le Case di Comunità.
Rendere la professione più attrattiva
Per Matteo Picerna, vice segretario nazionale SNAMI, servono strumenti più moderni e sostenibili, in linea con le trasformazioni del contesto sanitario e sociale, per assicurare continuità assistenziale ai cittadini e valorizzare il ruolo del medico di medicina generale.



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