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Tumori, la rivoluzione terapeutica arriva con i nuovi farmaci

Oncologia

E si e' parlato soprattutto dei nuovi farmaci in grado di agire in modo selettivo e meno tossico dando ottimi risultati nella cura di diverse neoplasie caratterizzate da elevata incidenza e mortalita'. Alcuni esempi: il tumore alla mammella, al colon-retto, alle vie urinarie e alla cute.  ''Siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione - dice l'oncologo della Federico II e presidente del Comu, Sabino De Placido - Tutto grazie all'utilizzo dei farmaci a bersaglio molecolare. Attraverso la ricerca abbiamo capito che ci sono delle molecole che agiscono alterando le cellule. Ora siamo riusciti a individuarle e cosi', con i nuovi farmaci, colpiamo solo le cellule malate e non quelle sane''. E i risultati, dati alla mano, sono stupefacenti. Il tumore della mammella, per esempio, e' la prima causa di morte per cancro nel mondo tra le donne al di sotto dei 55 anni ed e' il secondo per diffusione. Si parla, in Italia, di oltre 300.000 diagnosi, con 40.000 nuovi casi ogni anno e 11.000 i decessi. Per il tumore di tipo Her2, tra i piu' aggressivi, l'utilizzo di questi nuovi farmaci significa una riduzione del 41% del rischio di peggioramento della patologia, con un incremento di 5 mesi della sopravvivenza e una significativa diminuzione degli effetti collaterali, dall'89,4% al 46,4%. Stessi numeri anche per i tumori del sangue. Nella leucemia linfatica acuta del bambino o in alcune leucemie acute dell'adulto si e' raggiunto l'80% della sopravvivenza. Il 60% per i linfomi di Hodgkin, mentre per la leucemia mieloide cronica, la sopravvivenza va oltre i 20 anni e per il mieloma multiplo la qualita' della vita e' decisamente migliorata.  ''Attraverso gli studi - prosegue - abbiamo anche capito che i tumori non sono tutti uguali, per esempio esistono diversi tipi di tumore della mammella. Ogni categoria ha un suo genotipo, cosi' mettiamo a punto una terapia differente per ogni paziente. In gergo si chiamano terapie 'taylorate', proprio perche' cucite addosso al paziente, ne consegue, evidentemente, che le nuove cure diventino personalizzate''. Oggi la seconda giornata del convegno dedicata alla presentazione di 25 elaborati di lavori originali messi a punto da giovani ricercatori.

Si cura meglio al Nord. ''C'e' un gap tra il Sud e il Centro-Nord ed e' quello dell'accesso alle cure. Le aspettative di vita dopo un tumore al Nord sono del 5% in piu' rispetto alle regioni meridionali''. E' una denuncia forte quella del direttore generale dell'istituto contro i tumori Pascale di Napoli, Tonino Pedicini. La fotografia del dg, intervenuto oggi alla Conferenza nazionale del Collegio degli oncologi medici universitari (Comu), e' a dir poco allarmante: ''la carenza grave e' solo nell'offerta di servizi da parte della sanita' pubblica. I cittadini non accedono alle cure in tempo utile o addirittura non vi accedano proprio. Abbiamo pochi programmi di screening - aggiunge Pedicini - quindi, spesso, abbiamo una diagnosi non precoce, ma tardiva. Deve assolutamente aumentare l'offerta sanitaria, altrimenti, anche i tanti giovani che vedo in sala non avranno un futuro. Non basta un ricambio generazionale, ma c'e' bisogno che aumenti anche l'offerta sanitaria pubblica''. Pedicini fa poi un esempio concreto: ''nella nostra regione operano due registri per i tumori. Ebbene il dato allarmante e' solo quello relativo alle aspettative di vita, la sopravvivenza al Centro-Nord, prendendo ad esempio due tumori tra i piu' diffusi come quelli al colon retto e alla mammella, e' del 5% superiore al Sud. E questo - aggiunge - non dipende dalle capacita' dei medici o dalle differenze di cura, tant'e' vero che questo gap si azzera, se compariamo pazienti presi allo stesso 'livello clinico'''. E sulla differenza di cure nelle varie regioni d'Italia e sui viaggi della speranza, risponde anche il presidente del Comu, Sabino De Placido. ''La scienza e la cura non conoscono barriere - dice - In ogni caso, come rappresentante degli oncologi universitari italiani, posso garantire che la qualificazione scientifica delle universita' napoletane e del Sud in generale, e' altissima ed unanimemente riconosciuta''.

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