Il Servizio sanitario nazionale si tinge sempre più di rosa: su 670 mila lavoratori a tempo indeterminato - tra medici, infermieri, veterinari, odontoiatri, biologi, chimici, tecnici, etc. - ben 431 mila sono donne. E se gli infermieri rappresentano la categoria più numerosa, i dentisti sono l'espressione di una 'sparuta minoranza': solo 157. Davvero pochi, se si considera che nel complesso il numero degli odontoiatri attivi è di circa 56 mila. E' quanto emerge dall'analisi statistica dei dati relativi al personale delle strutture sanitarie condotta dal ministero della Salute.
Lo studio fotografa a 360 gradi il personale del Ssn, tra cui quello delle Asl, delle aziende ospedaliere, dei Policlinici universitari, degli Irccs. Considerando i dipendenti a tempo indeterminato, quelli con rapporto di lavoro flessibile e il personale universitario, i lavoratori che operano nelle Asl, nelle aziende ospedaliere e universitarie, negli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici, nelle Ares ed Estav superano le 724 mila unità, di cui 670.803 a tempo indeterminato. L'indagine del ministero conta 237.388 medici, 334.918 infermieri, 48.884 specialisti della riabilitazione, 45.364 tecnici sanitari e 11.103 vigilanti e ispettori che operano nei vari livelli di assistenza: medicina primaria, riabilitazione, ospedaliera, ambulatoriale. I medici sono 110.732, cioè 1,83 per mille abitanti. Operano nell'area funzionale dei servizi con 28.365 unità di cui il 74% nelle specialità di anestesia e rianimazione, radiodiagnostica, igiene e medicina preventiva; nell'area funzionale di chirurgia con 25.635 unità di cui il 65% nelle specialità di chirurgia generale, ginecologia e ostetricia, ortopedia e traumatologia; nell'area funzionale di medicina con 41.
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