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In Veneto pronta la delibera H24 negli ospedali. Pronto soccorso in crisi in tutta Italia: per il Simeu la colpa è dei tagli e dei medici di base in ferie

In Veneto pronta la delibera H24 negli ospedali. Pronto soccorso in crisi in tutta Italia: per il Simeu la colpa è dei tagli e dei medici di base in ferie
Sanità pubblica

Il caso-Lazio. Intanto ieri nel Lazio si è toccato il fondo: i tagli negli anni ai posti letto ospedalieri ma anche, parallelamente, il super afflusso ai Pronto soccorso che si sta determinando in questi giorni a causa del crescente numero di casi di influenza stagionale e le dimissioni 'rallentate' nei giorni di festa appena trascorsi hanno causato il blocco delle emergenze. E' un insieme di fattori, strutturali e contingenti, quello che ha portato alla situazione di emergenza a Roma dove le ambulanze sono rimaste 'bloccate' nei pronto soccorso, alcune da mercoledì, a causa della mancanza di posti letto nei nosocomi. Un'emergenza, avverte il presidente della Società italiana di medicina di emergenza e urgenza (Simeu), Giorgio Carbone, che ''sta interessando anche altre città''.   La situazione a Roma è 'precipitata', rileva Carbone, anche per effetto di una situazione contingente, ovvero l'epidemia influenzale in corso: ''I casi sono in aumento - sottolinea - e quest'anno è diminuito il numero delle persone che si sono vaccinate. Dunque, già si registra un maggiore afflusso ai Pronto soccorso, complice anche il fatto che durante le feste si riduce l'assistenza sul territorio e da parte dei medici di base e aumenta, quindi, il ricorso agli ospedali''. A ciò si aggiunge pure il 'rallentamento' delle dimissioni ospedaliere che si verifica, regolarmente, in concomitanza con i periodi festivi. Condizioni contingenti che, rileva il presidente Simeu, ''vanno ulteriormente a gravare su una situazione tragica e cronicamente esistente che e', appunto, il problema legato ai posti letto ospedalieri, ridotti per i tagli susseguitisi negli anni e senza alcun intervento in favore dell'assistenza territoriale''. E non facilita le cose il dato che il sistema del 118 ''sia diverso da Regione a Regione: in alcune realtà - afferma Carbone - questo servizio fa capo ad aziende ospedaliere che attivano convenzioni con strutture di assistenza, in altre ci si avvale di appalti esterni e non sempre validi''. Insomma, il sistema dell'emergenza-urgenza va sicuramente ''rivisto'' e questo, avvertono i medici, anche perché le situazioni critiche si registrano ormai un po' ovunque, dal nord al sud dell'Italia.

La situazione nelle altre città. Ecco alcuni esempi: all'Ospedale Gradenigo di Torino si registrano 130 passaggi in media al giorno al Pronto soccorso, ma dal 23 dicembre 2012 a oggi la media si è alzata a 200, con un incremento di circa il 40% e un'attesa di 48-72 ore per il ricovero in reparto rispetto a una media di 24 ore. A Catania, all'Ospedale Vittorio Emanuele, in questi giorni si registra un +20% di accessi al Pronto soccorso, con un'attesa per il ricovero di 10-12 ore. La situazione, secondo i dati raccolti dalla Simeu, e' poi ''particolarmente critica'' in Puglia: agli Ospedali Riuniti di Foggia, nel periodo 1-7 gennaio 2012 si sono avuti 1.024 accessi totali al Pronto soccorso con un tempo di attesa per il ricovero di 133 minuti per i codici rossi e 120 per i gialli. Nello stesso periodo del 2013 sono invece stati 1.437 gli accessi al Pronto soccorso, con un'attesa per il ricovero di 310 minuti per i codici rossi e 151 minuti per i gialli. Al Policlinico di Bari invece, nel periodo 9 dicembre 2012 -9 gennaio 2013 si sono registrati circa 6.700 accessi al pronto soccorso: rispetto allo stesso periodo del 2012, a fronte di un numero di accessi analogo, si e' pero' registrato un +40% di codici rossi, +30% per il tempo di ingresso in visita con il personale del pronto soccorso e +17% per il tempo di ricovero o di dimissione.

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Emergenza in Sardegna. Il Sindacato Dei Medici Italiani ha proclamato oggi lo Stato d'agitazione per l’atteggiamento antisindacale della controparte e per il mancato inizio delle trattative per il rinnovo del contratto integrativo regionale dei medici di emergenza sanitaria territoriale della Sardegna. Lo Smi sottolinea come l’accordo nazionale (Acn) prevedesse il rinnovo entro sei mesi dalla firma, eppure passati oltre 3 anni (la firma dell’Acn è del luglio del 2009) ancora non sono neppure iniziate le trattative.   Gli altri settori della convenzionata hanno avuto migliore sorte e hanno goduto di un riequilibrio dei fondi. L’area 118 ha avuto ben altra sorte, niente rinnovo e un fondo annuale di 515.000 euro invariato rispetto al precedente Air, che era del 2005, oltretutto mai impiegato nel triennio spettante 2010-2012. Ad aggravare la situazione il mancato passaggio alla dipendenza, promesso già nel 2008, e che era stato sancito in un preaccordo firmato nel 2009, da parte dell'Assessore Antonello Liori. In quel testo si stabiliva la pubblicazione del bando di concorso per l'inquadramento in ruolo entro il 31-12-2011. A tutt'oggi nulla è stato fatto.  Lo SMI ha presentato all'Assessorato alla sanità due proposte d'accordo, nel giugno del2010 e nel settembre del 2012, senza mai ricevere risposta.  Tutti in sindacati, e lo Smi in prima linea, in questi anni hanno assistito a uno stillicidio continuo di promesse non mantenute e di appuntamenti rinviati. Non solo: la Regione Sardegna ha fatto partire il progetto della rete cardiologica d'emergenza, con l’apporto fondamentale dei medici del 118 e senza alcun compenso aggiuntivo.   Un’esperienza positiva che ha consentito il trattamento precoce e le centralizzazione dei pazienti colpiti da infarto del miocardio e, quindi, ha permesso di salvare vite umane, nonché di migliorare la prognosi e ridurre i tempi di degenza ospedaliera, con le evidenti e conseguenti ricadute anche in termini di risparmio.  Un fronte, quest’ultimo, che vedi i medici del settore fortemente impegnati anche per quanto riguarda la riduzione degli accessi impropri e i ricoveri non necessari, grazie all’impegno sulle patologie indifferibili. Lo Smi, inoltre, ricorda le diverse forme di collaborazione con i pronto soccorso aziendali, talvolta, anche oltre gli obblighi derivanti dal loro contratto, colmando spesso le  carenze di organico del personale dipendente e gestendo in maniera autonoma  i carichi di lavoro.

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Sanità pubblica
Commenti
SS
Saverio Schinzari
L'iTALIA INTERA E 'USCITA FUORI DI SENNO. SIAMO ALLE PEZZE AL CULO. SONO TUTTI DEI DISTURBATI MENTALI
Rispondi
12/01/2013 20:21
AR
Antonio Romeo Riboldi
il sott dopo aver cercato e trovato con difficolta ho pagato 2 sost ituti x 2 sett a sett.2012 . le UNICHE 2 SETT DI FERIE DA 20 aa NATALE E PAsQUA SEMPRE A CASA E IN ""SERVIZIO"" PAESE SI 5 MILA AB- ORA PERO HO DETTO BASTA . MI SONO PENSIONATO STUFO DI SINDACATI ASL E COMBRICCOLA VARIA CHE NEL SUCC EDERSI DEGLI ANNI NON SONO STATI CAPACI DI GARANTIRE UN MINIMO SINDACALE DI FERIE C ON A CARICO DEL S SN I SOSTITUTO ED IL LORO PAGAMENTO MILILLO E COMPANY SAPETE DIRMI COSA SERVE AVER RICHIESTO UNA SERIE DI MISERIE DI AUMENTI , INTEGRAZIONI TIPO 0,50 X UTILIZZO SIS O MENATE VARIE .???PER DI PIU CI COLPEVOLI ZZANO PER 15 GG|/anno di ferie UN OPERAIO MINIMO SINDACALE DOPO 10 ANNI 30 GG LAV ORATIVI !!!!!!!!!
Rispondi
11/01/2013 17:20
GV
Giancarlo Valli
Fate pagare TUTTI ,SENZA ESENZIONI,vedrete che si svuota il PS.
Rispondi
09/01/2013 21:08
GV
Giancarlo Valli
Tutti in ferie? Ma non ci sono i sostituti ?
Rispondi
09/01/2013 21:06

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