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Farmaci, rapporto Osmed: meno antibiotici più antidepressivi

Farmaci Redazione DottNet | 04/02/2013 16:13

Gli italiani spendono di tasca propria oltre 5 miliardi e mezzo per i farmaci. Solo per il differenziale di prezzo fra il generico (per il quale e' garantita la rimborsabilita') e il corrispettivo di marca si pagano 651 milioni, piu' del doppio rispetto a 4 anni fa, confermando come i pazienti siano ancora spesso molto affezionati ai medicinali griffati nonostante cio' comporti maggiore maggiore spesa. Cresce in generale anche il consumo dei medicinali: in media una dose al giorno per ognuno, per un totale di un miliardo e 368 milioni di confezioni, circa 22 confezioni a testa.

 Continua poi il boom di antidepressivi, i piu' prescritti fra i farmaci per il sistema nervoso centrale, al quinto posto per la spesa pubblica con 24 euro a testa. Medicinali, questi ultimi, che si prevede continueranno a crescere stabilmente e che rispetto a quanti soffrono di depressione sarebbero anche sottoutilizzati. E per la prima volta si riduce l'uso degli antibiotici: -6,4% con un risparmio per le casse pubbliche di 50 milioni di euro. Lo ha certificato il rapporto dell'Osservatorio sull'impiego dei medicinali (Osmed, clicca qui per scaricare il documento completo) di cui sono stati presentati oggi i dati dei primi nove mesi 2012 dai quali emergono vizi e virtu' degli italiani nel loro rapporto con le medicine. Le differenze regionali restano ancora forti: la Sicilia e' in testa nella classifica dei consumi con 1.083,7 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti, contrapponendosi alla virtuosa provincia di Bolzano dove se ne consuma un terzo di meno (720 dosi). ''Dai dati contenuti nel Rapporto - commenta il Direttore Generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco, Luca Pani - notiamo un consumo di medicinali che si rivela sostanzialmente stabile a livello nazionale, mentre a livello regionale si evidenzia una certa variabilita'.

I farmaci per il sistema cardiovascolare sono i più utilizzati dagli italiani e quelli che assorbono la maggior percentuale di spesa, seguono i farmaci per l'apparato gastrointestinale, i farmaci del sangue e organi emopoietici, quelli per il sistema nervoso centrale e per l'apparato respiratorio".  Dal punto di vista della spesa, ha concluso, assistiamo a una contrazione di quella complessiva determinata, per la convenzionata, da una flessione dei prezzi dell'8,5%. Ma il quadro del settore per le aziende ha tinte piu' fosche: per il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi nel 2012 c'è stato un mancato accesso sul mercato italiano di nuove medicine. ''Non possiamo nascondere che l'anno passato ci sono stati prodotti nuovi che non sono arrivati sul mercato: fra questi alcuni antitumorali e farmaci contro l'epatite C. E per l'industria si e' concluso un anno in perdita, ha concluso Scaccabarozzi, con previsioni preoccupanti anche per il prossimo.

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