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Partiti a confronto, puntare sulla centralità del ministero della Salute

Partiti a confronto, puntare sulla centralità del ministero della Salute
Sanità pubblica

Riforma del Titolo V, cure territoriali, responsabilità professionale, governance del sistema, aziendalizzazione, valorizzazione professionale, precariato, appropriatezza delle cure formazione e non solo sono stati i temi proposti dai medici.  Su 'piu' ministero meno regioni' si e' registrata, nelle quasi tre ore di dibattito, anche la convergenza di Rivoluzione Civile: ''L'autonomia va lasciata solo alle Regioni che se lo meritano'' ha detto Antonio Palagiano, attuale presidente della commissione Errori sanitari. Mentre per Amedeo Bianco, candidato al Senato nelle file del Pd e presidente della federazione degli ordini dei medici (Fnomceo), da un lato ''il ministero della Salute non deve piu' essere ''una specie di sottosegretariato dell'Economia'', e anzi servirebbe una ''cabina di regia con Iss, Agenas e Aifa per lavorare sulla qualita' dei servizi e sull'appropriatezza''. E il titolo V va ''reinterpretato, almeno chiarendo l'area grigia delle competenze concorrenti''.   L'intero sistema sanitario, per Pd e Lista Monti, ha bisogno di ''manutenzione'' continua ma non c'e' la necessita' di una riforma complessiva, sentita invece da Rivoluzione civile e dal Pdl, soprattutto, ha detto Barani, per rimediare ai danni creati dall'aziendalizzazione, ''vera macchia nera del sistema'' che oggi ha bisogno di ''essere debindizzato'' (riferendosi alla riforma Bindi che l'ha introdotta).

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   Tutti d'accordo, invece, sulla necessita' di combattere il precariato (una ''indecenza'' per Balduzzi), anche se le ricette sono diverse: per l'attuale ministro si puo' partire dal nuovo regolamento sugli standard degli ospedali (che ha subito proprio oggi pero' un nuovo rinvio in Conferenza Stato-Regioni) che indica anche la composizione degli organici dei reparti e ''per la prima volta definisce il rapporto tra personale amministrativo e sanitario''. Mentre per Palagiano bisognerebbe cominciare sbloccando il turnover ''almeno del 50%'' nelle Regioni in deficit ma che hanno registrato trend positivi nei piani di rientro.  Se il Pd andra' al governo, ha sottolineato Bianco, comunque il primo capitolo da riaprire sara' quello del Patto per la Salute, indispensabile per dare prima di tutto certezze sul piano economico. E cornice entro la quale si dovra' cercare l'accordo politico per 'sminare' la grana dei 2 miliardi aggiuntivi di ticket previsti dall'ultima manovra 2011 targata Tremonti. L'obiettivo e' quello di abolirli (per Palagiano si puo' fare attraverso ''una vera lotta agli sprechi''), ma se non si dovesse trovare la strada, ''come ultima chance c'e' quella di cercare di renderli piu' equi''. Come si propone di fare Balduzzi con il sistema del ticket-franchigia basato sull'Isee che sara' parte della proposta montiana per la sanita'.
Sanità pubblica
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