La prima domanda ai candidati e' quali provvedimenti intendano adottare per risolvere il problema della registrazione dei nuovi farmaci antitumorali, dove ''il nostro Paese e' agli ultimi posti in Europa per i tempi di autorizzazione in commercio''. Sulla ricerca clinica invece l'interrogativo e' se sono disposti a tagliare i lacci che la strangolano, specie quella indipendente, e quali e quanti fondi vogliono mettere a disposizione. Terzo quesito e' su cosa pensano di fare contro i tagli alla rete di strutture oncologiche (in particolare in ambito ospedaliero) costruita in questi anni, mentre il quarto e' sull'accesso alle cure e il federalismo, che ''ha creato nel Paese venti sistemi sanitari differenti, determinando inaccettabili discriminazioni tra i pazienti. Cosa pensi di fare per porre rimedio a questa tragica farsa?''. Infine la continuita' delle cure: ''in Italia ci sono buone leggi che tardano ad essere applicate. A quante ore di sonno sei disposto a rinunciare per spingere verso un'applicazione puntuale delle normative su tutto il territorio nazionale?''. Nel frattempo il Cipomo sta preparando una proposta di legge-quadro per l'oncologia ospedaliera, che presentera' a giugno in occasione del suo congresso nazionale.



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