
Intanto tra non molto sarà un anno dal varo della legge 27/2012 (la legge di conversione del decreto “Cresci-Italia”, pubblicata in Gazzetta il 24 marzo di un anno fa: clicca qui per vedere la video intervista al prof. Carlo ranauto, esperto in materia) e all’appello per la pubblicazione del bando relativo alle nuove sedi mancano ancora sette amministrazioni. Altre invece hanno completato l'iter. Tuttavia le maggiori difficoltà si hanno con Bolzano e Trento dove pesa il ricorso davanti alla Corte costituzionale con cui Roma aveva impugnato un paio di mesi fa le leggi varate dalle due amministrazioni per recepire l’articolo 11 del “Cresci-Italia”. In attesa della pronuncia dei giudici, che non avverrà certo in tempi brevi, Trento non pubblicherà il bando senza la sentenza. Bolzano sarebbe meno arroccata, ma c’è un’altra difficoltà ovvero il bilinguismo: lo statuto della Provincia autonoma, infatti, impone l’uso del doppio idioma in tutti gli atti pubblici ma la piattaforma web approntata dal Ministero per l’espletamento del concorso parla soltanto italiano. L’amministrazione provinciale aveva fatto presente il problema fin dal lancio del sito ma al dicastero avevano temporeggiato senza dare rispose. Nonostante il mese scorso è partito da Bolzano la richiesta di provvedere alle traduzioni, ma dal ministero non arrivano segnali se non negli ultimi giorni quando si è detto che “la legge non impone la versione tedesca”. Insomma c’è un palleggi di versioni e interpretazioni che mette a rischio il concorso nella provincia, anche se la delibera è già pronta da tempo. Due le incognite: se si passa dalla piattaforma web, c’è la probabilità di un’impugnazione davanti al Tar da parte di qualche candidato atesino, se si ripiega su una procedura cartacea – come si sta valutando all’assessorato della Sanità provinciale – potrebbero fare ricorso i farmacisti di altre regioni. Per quanto riguarda le altre regioni occorre solo tempo: In Campania la delibera è già pronta (circa 180 le sedi di nuova istituzione) ma continuerebbe a rinviare la firma il commissario alla Sanità, Morlacco. In Umbria l’esame della delibera (per una cinquantina di farmacie) da parte del consiglio regionale è stato rinviato tre volte a causa dei ritardi con cui il comune di Gubbio sta rinnovando la sua pianta organica. In Basilicata sembrava che il bando (una trentina le nuove sedi) dovesse essere pubblicato per fine gennaio, poi silenzio e ora si parla di un’uscita entro una o due settimane. In Val d’Aosta – dove non si dovrebbero aprire più di un paio di farmacie – l’amministrazione attende di completare le verifiche sull’istituzione di un’eventuale sede aggiuntiva.
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