
Un trattamento di sole quattro dosi ha dimostrato un vantaggio nella sopravvivenza a lungo term ine in circa un quarto dei pazienti. I dati a supporto della registrazione sono stati raccolti in uno studio clinico di fase III pubblicato dal New England journal of medicine: i tassi di sopravvivenza rilevati a uno e due anni per i pazienti trattati con ipilimumab in monoterapia erano, rispettivamente, del 46% e 24%, quasi il doppio rispetto al braccio di controllo, con alcuni pazienti vivi dopo tre e quattro anni. Ipilimumab aveva ricevuto l'approvazione europea a luglio 2011 e a distanza di un anno anche la Commissione tecnico scientifica dell'Aifa ne aveva approvato la rimborsabilità. L'azienda, soddisfatta del riconoscimento, segnala che profilo di sicurezza è correlato al suo meccanismo d'azione e reazioni avverse di tipo immune possono coinvolgere l'apparato gastrointestinale, il fegato, la cute, il sistema nervoso e quello endocrino o altri organi. E infine avverte che per ridurre al minimo le complicanze, sono necessarie una diagnosi precoce e una corretta ges tione degli eventi secondo le linee guida specifiche del farmaco.
fonte: Bristol-Myers Squibb




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