I radiofarmaci sono molecole che contengono un isotopo radioattivo. Quelli usati per esami come la pet si legano a specifici bersagli nel corpo, e l'isotopo fa da tracciante marcando l'attivita' biologica dei bersagli. Al 'capostipite' di questi farmaci, il fluorodesossiglucosio (fdg), usato per le diagnosi dei tumori, stanno seguendo altre molecole, che riguarderanno anche ambiti non-oncologici. ''In fase di sperimentazione avanzata o prossimi all'approvazione - spiega Sergio Baldari, presidente del congresso - ci sono la F-colina per il cancro della prostata, la C-metionina per i tumori cerebrali, il fluoromidazolo per studiare un particolare fenomeno che si associa ai tumori resistenti alle comuni terapie, l'ipossia. Tutti questi radiofarmaci consentiranno di capire esattamente dov'e' il tumore e come si sta comportando, permettendo terapie veramente personalizzate''.
fonte: associazione italiana medicina nucleare



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