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Rapporto Agenas sulle cure palliative: poca assistenza h24 e notturna. Buono il coordinamento con i medici di base

Sanità pubblica

 Un quadro che va visto ''dal lato del bicchiere mezzo pieno'' sottolinea pero' Guido Fanelli, Coordinatore della Commissione Ministeriale sulla terapia del dolore e le cure palliative, perche' se e' vero che ''solo il 18,5% delle strutture risponde a tutti i criteri'', compresi l'h24 sette giorni su sette e l'istituzione della rete locale, e' anche vero che ''un altro 42% risponde ai criteri minimi'' dalla presenza di medici e infermieri dedicati alla messa a punto del piano assistenziale individuale (Pai) alla articolazione definita dal Piano organizzativo aziendale. ''Quindi - prosegue Fanelli - sei strutture su dieci soddisfano i criteri, e ora dobbiamo fare di tutto perche' il lavoro vada avanti''. Per prima cosa andrebbe approvato ''il regolamento sugli standard ospedalieri'' sul quale e' in corso un braccio di ferro tra governo e Regioni, perche' ''rappresenta la base per la costruzione della rete, visto che riconosce la rete per la terapia del dolore e per le cure palliative come momento assistenziale, delineandone anche i contenuti''.   Nel frattempo l'Agenas ha fatto una mappatura dei centri di erogazione delle cure palliative domiciliari (i dati sono stati raccolti, su base volontaria, fino a ottobre e si riferiscono all'attivita' del 2011) con l'obiettivo di strutturare un Osservatorio permanente e anche di sviluppare, spiega Maria Donata Bellantoni ''un portare web per i cittadini''. Le strutture per l'assistenza domiciliare dei malati terminali sono per due terzi (67%) pubbliche (47% centro Asl in cui operano equipe dedicate interne e 20% centro ospedaliero/Hospice pubblico), mentre il 26% si sono qualificate come centri erogatori accreditati non profit. Delle Ucp pubbliche solo il 55% garantisce almeno i criteri minimi a fronte del 72% delle Ucp private.

Secondo il rapporto hanno aderito all’indagine 177 (su 479) Unità di offerta di Cure Palliative domiciliari (di queste, 132 con équipe dedicate), 143 realtà che forniscono supporto alla famiglia e al caregiver, 90 Unità Operative di Oncologia, Ematologia o Onco-Ematologia (d’ora in poi UO) che si occupano di Continuità delle Cure nell’ambito delle cure palliative e 8 Unità di Cure Palliative domiciliari specificamente dedicate ai malati pediatrici. Sulle 177 UCP rispondenti all’indagine, 107 UCP presentano almeno i criteri minimi.  Rispetto all’assolvimento del debito informativo, 55 sono le UCP che contemporaneamente hanno dichiarato di assolvere almeno i criteri minimi e hanno fornito dati di attività coerenti con il debito informativo stabilito dal board scientifico. Rispetto alla robustezza delle informazioni fornite, 11 UCP delle 55 UCP eligibili mostrano dati anomali. Tali UCP, ai fini dell’inclusione nell’Osservatorio, verranno quindi sottoposte ad audit da parte del Board scientifico, mentre le rimanenti 44 saranno incluse nell’Osservatorio   Più nello specifico delle 177 Unità rilevate è risultato che 70 UCP (39%) opera senza criteri minimi (Ovvero non dispone contemporaneamente di Medici e di Infermieri dedicati alle cure palliative, redigono un Piano Assistenziale Individualizzato, sono individuate formalmente all’interno del Piano organizzativo aziendale come disciplinato dall'Intesa Stato-Regioni del 25 luglio 2012, attuativa della legge 38/2010).   Sono 74 (il 42%) invece le Unità che operano invece con criteri minimi e 33 UCP (il 19%) con tutti i criteri. Di rilievo il rapporto tra i membri dell’équipe dell’UCP e i Medici di Medicina Generale (o Pediatri di Libera Scelta) è definito da un protocollo operativo formalmente approvato dall’ASL (oltre a quanto previsto da normative/procedure definite a livello regionale) nel 60% dei casi considerati.  Più di tre quarti (77%) delle UCP dichiara di collaborare, attraverso protocolli formalizzati, sia con gli ospedali di riferimento, sia con gli Hospice.   

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