Assumere integratori a base di acido folico all'inizio della gravidanza, da un mese prima del concepimento fino a otto settimane dopo, puo' ridurre del 40% il rischio di autismo per il nascituro. A stabilirlo e' una ricerca del Norwegian Institute of Public Health e della Columbia University di New York, pubblicata sulla rivista 'Jama' e segnalata sul sito dell'Agenzia italiana del farmaco. L'acido folico e i folati sono vitamine del gruppo B coinvolti nella sintesi di molecole importanti come il dna e l'rna.
Sono essenziali per le cellule che vanno incontro a processi di differenziazione e rapida proliferazione, come quelle del sangue e della pelle, e sono particolarmente importanti nella formazione dell'embrione. L'acido folico, seppur presente in natura in carne, lievito di birra e molti vegetali (asparagi, carciofi, verdure, arance e agrumi), si riduce di circa l'80% durante la cottura. Per questo e' necessario che le donne lo integrino nella dieta. La ricerca, frutto di una collaborazione internazionale tra Usa e la Norvegia, ha realizzato un monitoraggio su vasta scala per verificare l'interazione tra acido folico e lo sviluppo di disturbi neurologici, tra cui l'autismo.
Fonte: Jama, Aifa
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