Per i farmaci i cittadini tirano fuori dal proprio portafoglio circa 1 miliardo di euro: secondo i dati del ministero della Salute, si tratta di circa 300 milioni da imputare al ticket vero e proprio (declinato in modo diversificato dalle Regioni) mentre gli altri 7-800 milioni di euro si spendono per il cosiddetto 'spread', cioe' la differenza tra il prezzo rimborsato dal Ssn e quello del medicinale che si vuole acquistare (tipicamente la differenza tra il generico e il farmaco 'griffato'). Che i cittadini contribuiscano al contenimento della spesa pubblica lo aveva sottolineato nei giorni scorsi anche Federfarma rilevando il calo del 9,1% della spesa farmaceutica convenzionata, visto che, aveva osservato la presidente Annarosa Racca ''le quote di partecipazione a carico dei cittadini crescono a seguito degli aumenti dei ticket a livello regionale, ma anche a causa del ricorso dei cittadini a medicinali di marca piu' costosi, con pagamento della differenza di prezzo rispetto all'equivalente meno costoso''. Ma la compartecipazione maggiore si ha per visite ed esami, per le quali ormai i cittadini sempre piu' spesso si rivolgono al privato-privato: secondo i dati aggiornati a fine 2012, infatti, i cittadini hanno speso quasi 1,3 miliardi di euro per le prestazioni di specialistica ambulatoriale nelle strutture pubbliche e circa 3 miliardi di euro nelle strutture private convenzionate tra ticket nazionali (con una franchigia a 36 euro) e i superticket regionali, che aggiungono una quota fissa per ricetta (in genere di 10 euro).
Fonte: fiaso, bocconi




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