|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Servizio sanitario nazionale, il ministero pubblica l’annuario statistico. Cresce il privato, mancano i pediatri. Il ruolo dei medici di base

Sanità pubblica

Le strutture censiterisultano pari a: 1.165 per l’assistenza ospedaliera, 9.635 per l’assistenza specialistica ambulatoriale, 6.153 per l’assistenza territoriale residenziale, 2.644 per l’assistenza territoriale semiresidenziale, 5.514 per l’altra assistenza territoriale e 971 per l’assistenza riabilitativa (ex. art. 26).  Per quanto riguarda la natura delle strutture, sono in maggioranza pubbliche le strutture che erogano assistenza ospedaliera (54,4%) e le strutture che erogano altra assistenza territoriale (88,3%). Sono in maggioranza private accreditate le strutture che erogano assistenza riabilitativa ex art.26 (75,3%) e le strutture che erogano assistenza territoriale residenziale (75,4%).

Medici di base.L’assistenza distrettuale  si avvale in particolare dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, convenzionati con il SSN. Essi, valutando il reale bisogno sanitario del cittadino, regolano l’accesso agli altri servizi offerti dal SSN. Esistono comunque realtà territoriali in cui, per carenza di medici pediatri o per libera scelta dei genitori, è consentito che i bambini siano assistiti da medici di medicina generale.  In media a livello nazionale ogni medico di base ha un carico potenziale di 1.143 adulti residenti. A livello regionale esistono notevoli differenziazioni: per le Regioni del Nord, fatte salve alcune eccezioni, gli scostamenti dal valore medio nazionale sono positivi. In particolare si evidenzia la Provincia Autonoma di Bolzano con 1.564 residenti adulti per medico di base: va però tenuto presente che in detta Provincia Autonoma il contratto di convenzione con il SSN dei medici di base stabilisce quale massimale di scelte 2.000 assistiti.  Nel Lazio si registra il valore minimo di 1.023 residenti adulti per medico di medicina generale; nelle Regioni del Sud si registrano lievi oscillazioni attorno al valore nazionale. Il carico medio potenziale per pediatra è a livello nazionale di 1.026 bambini, con una variabilità territoriale anche più elevata rispetto a quella registrata per i medici di medicina generale. Tutte le Regioni comunque sono caratterizzate da una forte carenza di pediatri in convenzione con il SSN ad eccezione dell’Abruzzo, Sardegna e Sicilia che presentano un numero di bambini per pediatra di poco superiore al massimale stabilito nel contratto di convenzione. A fronte del carico potenziale dei medici di base (di medicina generale e pediatri), è possibile valutare il carico assistenziale effettivo, dato dal numero degli iscritti al SSN (coloro che hanno scelto presso la ASL di competenza il proprio medico di base) per ciascun medico. Nella maggior parte delle Regioni tale indicatore evidenzia che il numero di scelte per medico di medicina generale è maggiore o uguale alla popolazione adulta residente per medico di medicina generale, mentre il numero di scelte per pediatra è sempre inferiore al numero dei bambini residenti per pediatra.

pubblicità

Il servizio di guardia medicagarantisce la continuità assistenziale per l’intero arco della giornata e per tutti i giorni della settimana: esso si realizza assicurando interventi domiciliari e territoriali per le urgenze notturne festive e prefestive. L’attività di guardia medica è organizzata nell’ambito della programmazione regionale per rispondere alle diverse esigenze legate alle caratteristiche geomorfologiche e demografiche  Nel 2010 sono stati rilevati in Italia 2.925 punti di guardia medica; con 12.104 medici titolari ovvero 20 medici ogni 100.000 abitanti. A livello territoriale si registra una realtà notevolmente diversificata sia per quanto riguarda la densità dei punti di guardia medica sia per quanto concerne il numero dei medici titolari per ogni 100.000 abitanti.

Emergenza.Particolare interesse ha rivestito in questi ultimi anni l’area dell’emergenza: il 52% degli ospedali pubblici risulta dotato nel 2010 di un dipartimento di emergenza e oltre la metà del totale degli istituti (60,1%) di un centro di rianimazione. Il pronto soccorso è presente in oltre l’80%  degli ospedali. Il pronto soccorso pediatrico è presente nel 15,5% degli ospedali.  Dai dati di attività delle strutture con pronto soccorso si evidenzia che nel 2010 ci sono stati quasi 3,7 accessi ogni 10 abitanti; di questi il 15% è stato in seguito ricoverato. Quest’ultimo indicatore si presenta altamente variabile a livello territoriale: a fronte di una percentuale di ricovero pari al 10,8% registrato nella Regione Piemonte si raggiungono valori poco inferiori a 30 nella Regione Molise.  Dai dati di attività delle strutture con pronto soccorso pediatrico emerge che ci sono stati 1,4 accessi ogni 10 abitanti fino a 18 anni di età; il 9,1% di questi è stato in seguito ricoverato. 

Se l’articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l’apposita funzione

Fonte: Ministero della Salute

Sanità pubblica
Commenti
GV
Giancarlo Valli
Conviene fare il medico ? Ho una figlia al IV° anno di Medicina . Fra due anni si laurea . Poi ci sono 4/5 anni di specialistica...Dicono tutti che c'e' carenza di medici...Ma lo Stato e le Regioni sono tecnicamente fallite , e pertanto, le assunzioni a tempo indeterminato sono al contagocce.Quando va bene, lo stipendio iniziale e' di 1700 euro per arrivare ,dopo un po' di anni, a 2500 euro.Si lavora di Domenica,Sabato e turni di notte...Una donna deve badare a figli,casa,ecc...Non sono piu' i tempi che il medico puo' permettersi collaboratori familiari ...L'attivita' privata e' sempre meno, visto la crisi devastante, che dilaga anche in ceti medio alti....Spesso si entra nel mondo del lavoro a 36/38 anni......Gli insegnanti hanno condizioni, per molti versi simili e peggiori.....Nella maggior parte dei Paesi Europei i giovani escono di casa con un Reddito di Cittadinanza(ce l'ha anche l'Irlanda).....L'Italia e' un Paese da abbandonare.
Rispondi
29/03/2013 16:34

I Correlati

Salute mentale, quali strutture vuole riaprire Salvini? Il rischio di riportare il dibattito indietro di decenni
Sanità pubblica
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Sanità, nel 2050 un italiano su tre avrà più di 65 anni
Sanità pubblica
Sanità, nel 2050 un italiano su tre avrà più di 65 anni
Gli over 65 saliranno dal 25,1% al 34,6% della popolazione. Un rapporto di Fondazione PwC Italia indica territorio e digitale tra le priorità per il SSN
Liste d'attesa, Salutequità: "Ridotti i poteri dell'Organismo di verifica"
Sanità pubblica
Liste d'attesa, Salutequità: "Ridotti i poteri dell'Organismo di verifica"
L'associazione critica il Dl 144/2026: meno poteri di controllo e competenze disperse. Aceti: "Dopo due anni l'Organismo non è ancora partito"
Degenze lunghe, la riforma del territorio ora deve cambiare i numeri
Sanità pubblica
Degenze lunghe, la riforma del territorio ora deve cambiare i numeri
Nel 2022 l'Italia era a 7,2 giorni di ricovero medio. Ospedali di Comunità, cure domiciliari e telemedicina dovranno dimostrare di poter alleggerire gli ospedali

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.