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Nove milioni di italiani non hanno più le risorse per curarsi. In crisi anche i servizi sanitari: in calo screening e prevenzione

Sanità pubblica

  ''Nel nostro paese ormai nove milioni di persone ha rinunciato a curare disturbi di piccola e media entità - spiega l'esperto commentando lo speciale della rivista Lancet sulla salute in Europa ai tempi della crisi - o per le liste d'attesa troppo lunghe, o perche' non riesce a pagare le terapie. Un esempio lampante viene dalle cure dentali, con un aumento delle persone che perdono i denti e non li sostituiscono, anche perche' l'odontoiatria in Italia e' quasi esclusivamente privata''.  Secondo il rapporto annuale stilato dall'osservatorio dall'inizio della crisi e' aumentato l'utilizzo di farmaci antidepressivi (da 8,18 dosi giornaliere per 1000 abitanti nel 2000 a 35,72 nel 2010), sintomo della ricerca di una 'cura rapida' al senso di malessere, ma anche gli stili di vita stanno peggiorando, con una diminuzione nel consumo di frutta e verdura a favore di cibi piu' economici e calorici e la rinuncia all'attivita' fisica per risparmiare. In aumento, segnala l'Istat, sono anche i suicidi, che seguono la tendenza europea. Se nel 2008 i casi erano 2.828, due anni piu' tardi sono saliti a 3.048. Agli effetti diretti sulle persone si aggiungono quelli dei tagli ai servizi sanitari: ''Un esempio di questo si puo' vedere nelle statistiche sui tumori della mammella - sottolinea Ricciardi - al Sud c'e' la meta' dei casi ma lo stesso numero di morti. Questo perche' mancano i servizi di screening, e quindi le diagnosi vengono fatte quando il cancro e' in stadio avanzato''.  Molti altri paesi, spiega Ricciardi, sono riusciti a limitare i danni con alcuni provvedimenti: ''Ci sono cinque o sei cose che si possono fare - afferma - dall'aumento della prevenzione, in cui l'Italia e' ultima in Europa per spesa rispetto al Pil, alla modulazione delle prestazioni in base alle esigenze del territorio, all'integrazione tra i servizi sociali e quelli sanitari, per impedire che prestazioni sociali vengano erogate a costi piu' alti dal Ssn. Da noi si e' limitati ai tagli''. 

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Fonte: Osservatorio nazionale sulla salute Università Cattolica

Sanità pubblica
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