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Botta e risposta tra Fofi e Enpaf sul futuro della previdenza dei farmacisti

Farmacia Redazione DottNet | 27/03/2013 18:19

Continua il battibecco tra la Fofi e l’Enpaf, attraverso un garbato contraddittorio sul futuro delle prestazioni pensionistiche. Ma andiamo per ordine: Emilio Croce, presidente dell’Enpaf, in risposta ad un commento del  segretario della Federazione dell’Ordine dei farmacisti italiani (Fofi) Maurizio Pace,  aveva detto che  il problema principale da affrontare con urgenza è quello della situazione occupazionale della categoria e della flessione dei redditi.

Croce ha tenuto a sottolineare l’importanza dell’occupazione per non depauperare la Cassa. Inoltre, ha ancora precisato  Emilio Croce, nel rispetto delle misure contenute nel Decreto Salva Italia, l’Enpaf è stata "l’unica Cassa che non ha elevato la pressione contributiva, nella consapevolezza delle difficoltà del momento". Da qui la replica d Pace: "Non ho mai messo in questione la stabilità dell’Ente, anche se si potrebbe osservare che è stata ottenuta comprimendo la dinamica delle prestazioni, anche di fronte all’aumento della contribuzione”. “Sono d’accordo sul fatto che oggi il problema principale sia l’occupazione, e non solo per la nostra professione, ma per tutto l’Occidente industrializzato. Ed è un problema la cui soluzione non è purtroppo alla portata della Federazione o dell’Enpaf “, ha risposto Pace. “Quello che invece si può e si deve fare - ha spiegato - è operare per far sì che il nostro sistema previdenziale accompagni l’evoluzione della situazione lavorativa dei farmacisti, che ormai da anni è toccata dai fenomeni che citavo: da una parte le nuove posizioni funzionali dei farmacisti, con datori di lavoro anche inediti per il nostro mondo, e dall’altra il rarefarsi dei contratti di lavoro a tempo indeterminato in tutti gli ambiti tradizionali”.

E al commento di Croce sull’impossibilità di portare avanti le discussioni sui temi della previdenza “attraverso slogan e parole in libertà”, Pace ribatte: “Sono slogan? Parole in libertà? Sono gli stessi temi con cui si confronta tutto il mondo del lavoro - ha replicato  il segretario della Fofi - infine, è sbagliato dire che la crisi dell’occupazione sia stata ‘lasciata ai margini’ dell’attività federale e del confronto interno: è dal 2006 che abbiamo richiamato l’attenzione sulla necessità di riformare il servizio farmaceutico, anche in funzione del mantenimento e dello sviluppo dei livelli occupazionali; sono ormai passati tre anni da quando abbiamo presentato la nostra ricerca sui nuovi sbocchi lavorativi e sulle necessità di adeguare la formazione, ricerca che è stata sottoposta anche alla Conferenza dei Presidi di Farmacia”.

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Fonte: Fofi, Enpaf

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