
La proposta di legge - riferisce un comunicato della Regione - riconosce il crescente interesse o comunque un atteggiamento positivo nei confronti delle medicine non convenzionali o complementari, che completano le metodiche di cura di una patologia. Da qui - secondo Nevi - l'opportunita' di regolamentare la materia affinche' resti nei canoni scientifici professionali, al fine di contrastare la sempre maggiore diffusione di pratiche mediche attuate da soggetti privi di basilari conoscenze scientifiche. Nevi propone quindi di regolamentare la materia mantenendo le attivita' nell'ambito delle professioni che fanno capo agli ordini dei medici, dei veterinari e dei farmacisti, con l'istituzione di appositi elenchi di professionisti appartenenti agli ordini. La legge stabilisce che le medicine complementari sono l'agopuntura, la fitoterapia e l'omeopatia, l'omotossicologia, la medicina antroposofica, la medicina ayurvedica, la medicina tradizionale cinese, la chiroterapia-osteopatia. Prevista una Commissione per la formazione nelle medicine non convenzionali o complementari, composta dal direttore regionale della direzione competente, quattro dirigenti o funzionari regionali esperti nella formazione professionale, nel settore farmaceutico e della sanita', umana ed animale ed infine da medici, odontoiatri, veterinari e farmacisti indicati sia dall'Universita' degli Studi che dai rispettivi ordini professionali. Nel corso dell'audizione - riferisce il comunicato - i medici presenti hanno espresso soddisfazione per l'iniziativa di legge regionale sulla medicina ''integrata'', ed hanno chiesto che nel testo di legge vengano inserite le ''metodologie cliniche provenienti da altre culture e da altre esperienze conoscitive, secondo le piu' recenti indicazioni fornite da studi di filosofia della scienza secondo il concetto di paradigma epistemologico''.
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Fonte: Regione Umbria

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