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Fnomceo boccia le linee guida del ministero sulla ricetta elettronica: le proteste

Sanità pubblica

 “Un documento ministeriale – spiega  Guido Marinoni, rappresentante dell’Ordine dei medici al tavolo tecnico che ha preparato lo schema per le linee guida - non può cambiare il dettato di una legge. Al tavolo non si è mai parlato di indicazioni come quelle che poi abbiamo letto nel provvedimento della Salute”. Di qui la lettera di Bianco, alla quale però non è ancora stata data risposta. “In ogni caso il sistema consente la prescrizione anche senza l’indicazione della non sostituibilità - conclude Marinoni - quindi i medici continueranno ad attenersi alla legge e nessuno potrà contestare nulla”. Nelle settimane scorse contro la norma erano scese in campo Federfarma e Fimmg chiedendo “risposte puntuali ai problemi operativi sollevati da farmacisti e medici”. Il decreto sviluppa impone che per la fine di quest’anno, almeno il 60% delle ricette dovrà passare dallo studio del medico alla farmacia viaggiando sul web anziché nelle tasche del paziente. “Le prime sperimentazioni tra medici e farmacie sono già iniziate in alcune Regioni - ha ricordato Gianni Petrosillo, amministratore delegato di Promofarma - tra le quali Molise, Trentino, Campania, Sardegna, Puglia. In alcuni casi viene già testata la prescrizione digitale, in altri la ricetta cartacea mantiene la sua validità ma contemporaneamente il medico effettua anche una prescrizione elettronica “simulata”, che poi viene spedita dalla farmacia contemporaneamente alla spedizione del cartaceo o in modo asincrono”. E le risultanze dimostrano che la ricetta digitale porterà vantaggi non indifferenti alle due professioni – a partire dall’abbattimento degli errori di lettura – ma prima vanno risolti diverse difficoltà tecniche.

Le difficoltà tecniche. Per i medici, il primo è la Sogei, la società controllata dal ministero delle Finanze che gestisce i flussi informativi delle prescrizioni. “Se la si chiudesse avremmo risolto tutti i problemi commenta  Giacomo Milillo, segretario generale della Fimmg -, qualche mese fa, la Sogei ha costretto i pazienti di mezza Italia a ripetere la scelta del curante soltanto per un aggiornamento dei suoi sistemi. Si comportano come se fossero il sole attorno al quale tutto il resto del sistema deve ruotare”. Poi ci sono le preoccupazioni relative alla tenuta della banda larga e delle reti: “Con i certificati di malattia che già sono digitalizzati da più di un anno aggiunge  Milillo - è impossibile inviare il lunedì perché il sistema si intasa. Figuriamoci cosa accadrà con le ricette, che vengono inviate quotidianamente in quantità di gran lunga maggiori. Poi i rallentamenti: capita talvolta che per fare una ricetta on line si debbano attendere anche 10 o 15 secondi per essere collegati con il sistema, i farmacisti sanno che cosa significa questo. Ormai la nostra linea è consolidata: appena registriamo rallentamenti superiori al tollerabile, fermiamo tutto e inviamo una lettera in cui diciamo che ritorneremo a prescrivere via web quando le cose si saranno risolte. Finora ha funzionato”.

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Il commento delle farmacie. Anche per le farmacie la prima preoccupazione riguarda l’attività quotidiana al banco. «Stiamo seguendo le sperimentazioni e collaboriamo continuativamente Sogei per adeguare norme e struttura tecnica alle risultanze che emergono dalle esperienze – incalza  Petrosillo  -nello stesso tempo lavoriamo a stretto contatto con le Federfarma territoriali e le software house per coordinare gli interventi sui gestionali”. In ogni caso, le priorità per Promofarma rimangono tre: “I sistemi per la prescrizione digitale di Sogei e delle Regioni (in sigla Sac e Sar, ndr) dovranno sempre dialogare con i gestionali della farmacia in modo da garantire tempi e qualità dell’attuale servizio conclude  Petrosillo - dalla flessibilità fino ai tempi di spedizione» Altro problema, infine, quello della targatura: Abbiamo chiesto al ministero della Salute l’accesso al database delle targhe per associarle ai codici dei lotti comunicati dalle aziende farmaceutiche, in modo da consentire alle farmacie di identificare immediatamente le confezioni appartenenti a lotti invendibili”.  

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Fonte: Fnomceo, fimmg, federfarma

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