
Le differenze nella disponibilità di principio attivo tra equivalente e branded possono risultare insignificanti per l’adulto ma non per il bambino, aveva avvertito il presidente della società scientifica, impegnata nel suo 69° Congresso (al quale ieri Uda era presente in veste di relatore). «Non intendiamo sottovalutare le preoccupazioni di una parte della pediatria italiana» è la replica del direttore generale di Assogenerici «ma, come ha ricordato lo stesso direttore dell’Aifa Luca Pani, per segnalare eventuali casi di inefficacia o di tossicità esiste uno strumento, la rete di farmacovigilanza, che negli anni ha dato ottima prova di sé. E questo vale anche per il paziente, che può rivolgersi al proprio medico o al proprio farmacista e segnalare qualsiasi genere di reazione anomala all’uso di qualsiasi farmaco. Peraltro sui biosimilari si sta determinando il medesimo cliché di scetticismo non basato su dati scientifici. Vi sono ormai tre biosimilari in commercio da anni, tra i quali l’ormone della crescita che vede i pazienti in età pediatrica come principali destinatari, ed utilizzati efficacemente da moltissimi operatori sanitari senza alcun problema ed anzi con risultati importanti in termini di garanzia di accesso alle cure e razionalizzazione delle risorse. Per non perdere la sfida dei biosimilari serve un approccio rigoroso, clinico, scientifico e soprattutto privo di pregiudizi» conclude Uda.
Fonte: Assogenerici

Egualia chiede di distinguere il payback tra farmaci protetti da esclusiva e fuori brevetto e di anticipare al 2027 l'aumento del tetto per gli acquisti diretti.

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