
Via libera dalla commissione Affari sociali della Camera all’emendamento 'chiave' al decreto Balduzzi che affronta la questione delle cure compassionevoli: un voto unanime ha dato il via libera alla sperimentazione di terapie avanzate a base di staminali mesenchimali, ovvero quelle usate da Stamina.
I test saranno , promossi dal ministero della Salute con Agenzia del farmaco (Aifa), Istituto superiore di sanita' e Centro nazionale trapianti, e con l'unico paletto della sicurezza dei pazienti. ''Abbiamo voluto consentire la possibilità di fare una sperimentazione clinica con le staminali, e in questo caso a Stamina Foundation. Ma con un unico paletto: ciò che somministrano non deve essere nocivo ai pazienti'', ha spiegato Pierpaolo Vargiu, presidente della Commissione e relatore del decreto staminali, al termine del voto degli emendamenti al testo già approvato dal Senato lo scorso 10 aprile e in scadenza il 25 maggio. Ma se per Vargiu ''e' andata bene'' - la sperimentazione durerà 18 mesi, con uno stanziamento di 3 mln di euro e l'istituzione di un osservatorio per il monitoraggio - opposto è il giudizio del presidente di Stamina Davide Vannoni, che giudica le modifiche apportate al decreto una ''sconfitta'' poiché tutto ''sembrerebbe ricondotto alla sperimentazione nell'ambito della produzione di farmaci''. Il Senato, chiarisce Vannoni, ''ha gia' previsto una sperimentazione della terapia, fatta con tutti i protocolli e in piu' ospedali italiani''. Fare invece diventare la sperimentazione di tipo farmaceutico ''significa fermare totalmente la nostra metodica''. Nei laboratori farmaceutici infatti, secondo Vannoni, sono richiesti requisiti tecnici e metodologici non utilizzati dal protocollo Stamina. In questi termini dunque, afferma, la sperimentazione diventa ''inapplicabile''. Rilievo al quale Vargiu replica dicendo che sara' Stamina a stabilire le ''regole d'ingaggio'' portando nei laboratori ''gli ingredienti che ritiene''.
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Fonte: Aifa, ministero della Salute, Iss
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