
Se l'anno scorso le fatture venivano saldate mediamente dopo 180 giorni, quest'anno, stando all'elaborazione della Cgia di Mestre su dati presentati nei giorni scorsi da Intrum Justitia, i fornitori devono attendere 10 giorni in meno, cioé 170. Solo la Grecia, che nella graduatoria generale è al penultimo posto, ha fatto meglio di noi: per l'anno in corso ha accorciato i tempi di pagamento di 15 giorni. L'accorciamento dei tempi, secondo Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre è prodotto "sia dagli effetti della nuova legge entrata in vigore il primo gennaio sia perché nel Paese si è diffusa una certa sensibilità nei confronti di questo problema". Se la Pa italiana salda le fatture mediamente dopo 170 giorni, la media europea è di 61 giorni (-5 rispetto al 2012). La Pa francese onora i suoi impegni a 60 giorni, quella inglese a 41 giorni e quella tedesca a 36. La riduzione dei tempi di pagamento della Pa italiana trova conferma anche nella Sanità che storicamente è uno dei settori dove i ritardi, soprattutto al Sud, "sono spaventosi". Ancora adesso il pagamento medio a livello nazionale avviene dopo 284 giorni. Nel 2013, sempre secondo un'elaborazione della Cgia questa volta su dati Assobiomedica, i tempi di pagamento delle strutture sanitarie pubbliche, con riferimento alle forniture di dispositivi medici, si sono accorciati a livello nazionale di 14 giorni, con punte di -83 in Campania, di -41 in Sardegna, di -40 in Calabria e di -32 in Puglia. Nelle transazioni commerciali tra imprese private, invece, la situazione rimane immutata. Anche in questi primi mesi del 2013 i committenti pagano i propri subfornitori a 96 giorni, mentre in Francia i giorni di calendario necessari per essere saldati sono scesi a 55, nel Regno Unito a 41 e in Germania a 34. La media europea è di 49 giorni (-3 rispetto al 2012).
Fonte: Cgia Mestre

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