
Ma se i progressi della medicina promettono ulteriori risultati in termini di lotta al cancro, gli esperti sottolineano anche la necessità di una migliore organizzazione: a partire dalla creazione in Italia di un registro nazionale tumori, per un monitoraggio costante e continuamente aggiornato della patologia nel nostro Paese. Un'esigenza affermata da ricercatori e oncologi che, in 22 città, hanno partecipato ad incontri e seminari in occasione della Giornata per la ricerca sul cancro promossa dall'Associazione italiana ricerca sul cancro (Airc). ''Serve un registro nazionale generale dei tumori per avere un quadro attendibile della diffusione del cancro e, su questa base, organizzare il lavoro in modo mirato. - ha affermato Aldo Pinchera, direttore del dipartimento di Endocrinologia dell'università di Pisa, intervenuto alla giornata organizzata dall'Airc a Pisa - Solo attraverso un registro nazionale - ha osservato l'esperto - si può capire chi è colpito dal cancro, dove, a che età, che tipo di aggregazione di tumori ci sono e raccogliere tanti altri dati che aiutano a dare un quadro preciso della diffusione del male''. Una tale raccolta di dati, ha spiegato, permetterebbe infatti di organizzare un ''intervento calibrato rispetto all'impatto che la malattia dà sulla popolazione''. Questo registro esiste già negli Stati Uniti e anche in alcuni paesi europei come la Svezia. E in Italia? ''Alcune regioni, come la Toscana - ha sottolineato Pinchera - stanno facendo uno sforzo in questo senso''. Ma, al momento, per avere informazioni sull'incidenza dei tumori ci si deve ancora rivolgere ai singoli centri.




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