
Nonostante il rapporto italiano del progetto europeo Espad abbia stimato che l'8% dei ragazzi ha usato almeno una volta psicofarmaci su prescrizione medica, la realta' sembra essere un'altra: ''Questo dato contrasta con i dati relativi alle prescrizioni, che indicano una percentuale dell'1,5%'', quindi molto inferiore alle stime del rapporto.
A dirlo sono gli esperti del Mario Negri e della Sinpia, la Societa' italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza. ''Questa stima - dice Maurizio Bonati, capo Dipartimento Igiene Pubblica del Mario Negri - e' pressoche' costante nel corso degli ultimi anni. Il tasso dell'1,5% e' considerevolmente inferiore all'8% del rapporto. Sebbene l'1,5% possa essere considerato come sottostimato, e' tuttavia difficile giustificare tale divario''. Una delle spiegazioni, ipotizzano gli esperti, potrebbe essere questa: ''Che un farmaco sia stato prescritto non significa automaticamente che sia stato anche assunto''. Un'indagine campionaria, come quella del rapporto Espad, ''fornisce informazioni sul consumo dei farmaci - aggiunge Bernardo Dalla Bernardina, presidente della Sinpia - anche di quelli assunti senza il consiglio del medico.
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Fonte: sinpia
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