
Il ''canale'' Internet resta la porta principale per l'accesso di questi prodotti pericolosi, spesso contaminati con ingredienti inattesi (addirittura gesso o vernice). Il grosso lavoro che Aifa e altre amministrazioni fanno in sinergia ha portato a risultati notevoli (oltre 100 le farmacie ''oscurate'')”. I riscontri relativi ai controlli in corso in questi giorni per l'operazione doganale Pangea evidenziano che ci sono ancora molti ''clienti'' italiani che ricorrono a questi siti pericolosi, per approvvigionarsi per lo piu' di farmaci per usi ''non terapeutici'' (steroidi, prodotti per disfunzioni erettili, dimagranti...). La contraffazione che arriva nei canali ufficiali della distribuzione ha invece percorsi diversi. In Germania uno studio effettuato dalle autorità tedesche alcuni anni fa portò al campionamento di 39 farmaci a base di uno stesso principio attivo e risultato' che per il 20% il produttore aveva acquistato il principio attivo da un fornitore diverso da quello approvato dalle autorità, probabilmente sul libero mercato internazionale attraverso broker, e quindi da una fonte non controllata ne' controllabile ma più economica.
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Fonte: Aifa




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