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Sigarette elettroniche, in arrivo una tassa

Sanità pubblica

 Sono le e-cig, ovvero le sigarette elettroniche, per le quali sarebbe in arrivo una tassa al 58,5% del prezzo di vendita, come copertura per il rinvio dell'Iva, secondo una bozza di dl all'esame del Consiglio dei ministri.  Una tassazione, che riguarderebbe anche le ricariche, che preoccupa però fortemente le aziende: ''Se confermata, è un'assurdità'', afferma l'Associazione Nazionale Fumo Elettronico (Anafe), che riunisce produttori e distributori di e-cig, annunciando ''battaglia''. Se, infatti, ''una tassazione così alta dovesse essere approvata - avverte il presidente Anafe Massimiliano Mancini - si andrebbe verso la chiusura di almeno il 60-70% dei punti vendita entro 90 giorni, con una perdita di non meno di 3.000 posti di lavoro''.  Ma qual è, ad oggi, la diffusione delle e-cig? Gli ultimi dati dell'Istituto Superiore di Sanità e della Doxa confermano il boom del business delle sigarette elettroniche, con una proliferazione quasi 'epidemica' dei negozi che le vendono. Del resto il mercato americano delle e-cig vale un miliardo di dollari e, secondo alcuni analisti, supererà quello della sigaretta tradizionale entro i prossimi dieci anni. Tuttavia, dai primi numeri emerge che nel nostro Paese solo il 10% di chi è diventato habituè della e-cig ha effettivamente detto addio alle sigarette tradizionali. Sei su dieci tra i consumatori abituali, invece, stanno riducendo il fumo delle 'bionde', mentre c'è uno 'zoccolo duro', circa il 22%, che non ha cambiato le proprie abitudini e fuma le une e le altre. Peraltro aumentando la quantità di nicotina assunta, visto che il 95,6% per lo 'svapatore' sceglie il liquido che la contiene. L'indagine mostra anche l'appeal che le e-cig hanno sui ragazzi: nella fascia tra 15 e 24 anni, infatti, gli 'svapatori' sono il doppio dei fumatori tradizionali (23,6% contro l'11,6%).  Un 'boom' di consumi a fronte del quale però, in mancanza di certezze scientifiche sull'assenza di effetti per la salute, gli Stati europei stanno adottando legislazioni differenti. E se in Francia, ad esempio, è stato deciso lo stop alla e-cig nei luoghi pubblici, in Italia il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha annunciato a breve un'ordinanza che dovrebbe prevedere il divieto di e-cig nelle scuole e per i minori.

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Fonte: anafe

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