
Il Governo italiano si imponga sull’Europea perché vengano ridiscusse le regole sul parallel trade farmaceutico. L'Unione europea non può fondarsi «su forme di scambio che seguono logiche fratricide». L’appello è della senatrice leghista Emanuela Munerato, che ha presentato al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, un’interrogazione parlamentare sul tema delle esportazioni parallele.
«In Italia mancano i farmaci per le cure di malattie gravissime» osserva la rappresentante della Lega Nord «perché a qualche speculatore conviene comprarne grandi quantità e poi rivenderle all'estero». Il risultato è che le farmacie sono costrette «a ricerche estenuanti prima di ottenere anche poche unità del farmaco richiesto». Tra le cause del fenomeno, prosegue Munerato «c'è l'esportazione parallela di farmaci destinati al mercato italiano, che vengono dirottati verso altri Paesi europei», una «speculazione da sciacalli» avverte la senatrice, che alimenta un mercato il cui valore «si aggira attorno ai 14 miliardi di euro annui».
Se l’articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l’apposita funzione
Fonte: federfarma
Presentati da Johnson & Johnson in occasione della Digestive Disease Week di Washington i risultati dei tre studi registrativi sul trattamento di colite ulcerosa e malattia di Crohn
Via libera da Aifa, riduce i sintomi intestinali senza l'uso di steroidi
Lo studio sperimentale di fase III è stata la più ampia sperimentazione sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF) ad oggi mai condotta, in corso presso circa 400 centri e in oltre 30 Paesi
Lo rivela la prima analisi globale sull'argomento pubblicata sulla rivista The Lancet e condotta dal Global Research on Antimicrobial Resistance (Gram) Project
Il decreto approvato dal Senato interviene sugli acquisti dei farmaci senza concorrenza e accelera sulla telemedicina. Ma tra accesso e gestione della terapia resta uno scarto
Via libera nel Lazio agli inibitori Pcsk9 in farmacia. La scelta va nella direzione indicata dal sottosegretario Gemmato, ma riapre il tema dell’equità tra territori
Uno studio dell’Università di Padova individua nuovi meccanismi per farmaci più selettivi, puntando su un recettore “parente” degli oppioidi ma con funzioni proprie
Commenti