
I ricercatori, italiani, svizzeri e francesi, hanno analizzato i dati di 12.000 neoplasie, riguardanti 13 diversi tipi di tumore, diagnosticate tra il 1991 e il 2009. I casi sono poi stati confrontati con 11.000 individui non affetti da tumore. I risultati hanno confermato associazioni già note, come l'aumento del rischio di sviluppare un certo tumore in coloro che hanno un parente di primo grado con lo stesso tipo di tumore, o il rischio di tumore alla mammella aumentato una volta e mezza nelle donne con storia familiare di tumore del colon-retto. Hanno inoltre evidenziato un rischio di tumore del cavo orale e della faringe più che triplicato in coloro che hanno un parente di primo grado con diagnosi di tumore alla laringe, e anche un rischio di tumore dell'esofago quattro volte maggiore per coloro che hanno un parente di primo grado con diagnosi di tumore del cavo orale e della faringe. I risultati dello studio hanno anche mostrato che, se un parente stretto ha avuto diagnosi di tumore della mammella, i membri (femmine) della famiglia hanno un rischio di tumore dell'ovaio più che duplicato. ''I dati inoltre mostrano - dice l'epidemiologa Eva Negri - che se ad un paziente viene diagnosticato un determinato tumore prima dei 60 anni, il rischio che un membro della famiglia sviluppi lo stesso tumore è ancora più elevato. Su costoro vanno concentrati i programmi di screening e diagnosi precoce''. ''Il punto di forza del nostro studio - aggiunge Federica Turati, primo autore del lavoro - è che siamo stati in grado di tener conto del ruolo di molti altri fattori, come il fumo e l'alcol, che possono influenzare il rischio di tumore''. ''Alcune delle associazioni emerse - conclude l'epidemiologo Carlo La Vecchia - sono probabilmente dovute alla condivisione, all'interno della famiglia, di abitudini dannose, in particolare il fumo di sigaretta e l'alcol. Tuttavia, i risultati indicano l'esistenza di diverse sindromi genetiche associate al rischio di questi tumori. Ma chi è a rischio genetico e anche ambientale ha un'incidenza estremamente alta. E' quindi prioritario che chi ha una storia familiare non fumi o smetta di fumare''.
Fonte: istituto mario negri




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