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Telemedicina, si parte dal Piemonte. Primi test con i diabetici

Sanità pubblica

 In questo contesto parte alla Città della Salute e della Scienza di Torino il primo progetto in Italia di telemedicina per pazienti diabetici, che permette di tenere sotto controllo remoto quotidiano i valori glicemici dei pazienti affetti da diabete. Un progetto sperimentale che se darà i risultati sperati verrà presto esteso anche in altre regioni. Ma vediamo come funziona l’ultima frontiera dell’informatica applicata alla medicina avviata presso il Centro unificato di Diabetologia del San Giovanni Bosco. Presso la struttura affluiscono i dati – per il momento -  di una trentina di pazienti, che ogni giorno possono inviare il dato direttamente sul computer del medico, attraverso un particolare apparecchio per la misurazione della glicemia. La misurazione a domicilio permette al paziente di comunicare in tempo reale con il medico: attraverso l'utilizzo di uno smartphone, i dati vengono trasferiti a un service center, che li rende disponibili ai clinici coinvolti nella gestione del paziente.  Oltre al risparmio economico, il progetto di telemedicina consente al medico di analizzare in tempo reale i dati relativi alla glicemia, suggerendo eventuali modifiche terapeutiche e responsabilizza il paziente ad una valutazione quotidiana dei propri parametri biologici. Sviluppato dal dottor Alberto Bruno, il progetto prevede l’utilizzo di un particolare apparecchio per la misurazione della glicemia che è in grado di inviare il dato direttamente sui computer del medico. Il sistema di autocontrollo, soprannominato Med-Care, funziona grazie alla trasmissione dei dati del glucometro a uno smartphone, e da telefono, in tempo reale, al computer del medico che può così leggere e analizzare immediatamente i valori. Il sistema consente inoltre di inviare messaggi alla persona assistita, suggerendo eventuali modifiche alla terapia in corso, o invitandolo a una visita. Il progetto non interferisce sulla nomale gestione del diabete, non comporta alcun costo aggiuntivo e non aumenta il carico di lavoro del personale del Centro ospedaliero dove è decollato il nuovo progetto. Anzi responsabilizza il paziente a una attenta quotidiana valutazione dei propri parametri, riduce gli accessi all’ospedale, rende più omogenei e accurati i valori dei controlli periodici. Un altro servizio di telemedicina è stato attivato in sei piccoli Comuni dell'Alto Casertano (altri 8 hanno aderito successivamente): si chiamano servizi integrati di telemedicina grazie ai quali i comuni con i fondi del Por 2000-2006 hanno potuto acquistare tre poliambulatori mobili, dotati di diagnostica remota radiologica, ecografica e cardiologica, nonché di un sistema di videoconferenze per il teleconsulto specialistico. 

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Fonte: regione piemonte, san giovanni bosco

Sanità pubblica
Commenti
AR
Antonio Romeo Riboldi
CI SONO ALCUNE INCONGRUENZE i medici dell'ambulatorio di diabetologia hanno il loro ambulatorio x ricevere . valutare. richiamare dare indicazioni in base al valore di glemuia . NON BASTA IN.PROF ci vuole anche il medico addetto a questo servizio ecct x la glicemia delle ore 21 utillizzano il medico l'nfer . di turno di notte???????????? CHI PAGA X IL NUOVO PERSONALE DEDICATO A QS SERVIZIO. O SE SEMPRE QUELLO CHI PAGA X GLI STRAORDINARI??? MISTERI DEL SERVIIZIO SANITARIIO soliti articoli e risparmi alla brunetta ..SOGEI INGRASSA E RINGRAZIA IL MMED GEN . PAGA CARTA E TONER!!!!!
Rispondi
07/09/2013 18:43
SS
Saverio Schinzari
I soliti farabutti che hanno portato la medicina generale al suo disfacimento. Studi associati, associazioni in rete, il tutto finalizzato a percepire più soldi. Lavorano meno dei medici sigle, ormai pochi, ma percepiscono piu' soldi. Quello che che vuole Mirtillo PLIN PLIN,, qualche smidollato afferente alle sinapsi dei semispenti, qualche guardone di guardia medica, che mentre prende mazzate sotto tutti fronti, qualcuno ogni tanto muore nel disinteresse generale, stà lì a contare gli spiccioli nel suo portafoglio.
Rispondi
06/09/2013 13:42
VG
Vittorio Gamba
oggi ls "TELEMEDICINA" come viene POMPOSAMENTE chiamata oltre essere palesemente un business rappresenta il cavallo di TROIA di quelle organizzazioni sindacali che cercano di mettere qualcunop dei LORO a CAPO' di qualche progetto finanziato da regioni, asl, politicant, santimbanchi, circensi,artisti di strada, burattinai, urlatori, piazzisti, FURBACCHIONI ecc ecc ecc TUTTO QUESTO SOVRANATANTE SCHIUMOSO SI APPICCICA SU TUTTO QUELLO QUELLO CHE GALLEGGIA....IN PIU' PUZZA DI PUTRIDO! CHE SCHIFO!
Rispondi
05/09/2013 08:15
AM
Antonio Monti
Ottima iniziativa da estendere
Rispondi
05/09/2013 07:58
PF
Paolo Fonio
E' proprio vero che il business di oggi si chiama informatica.E ce lo vogliono far passare come un risparmio economico:ma quanto costa mettere in piedi una struttura quale quella descritta nell'articolo?Risparmio di soldi...quante cazzate ci costa sentire.
Rispondi
04/09/2013 18:10

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