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Aifa, come cambia il mondo del farmaco

Farmaci

“Sta cambiando – precisa Siviero – il modello di sviluppo dei farmaci. Si passa dal modello blockbuster, farmaco adatto a più terapie, a un modello di medicina e di terapia sempre più personalizzata che comporta nuove sfide relative alla sostenibilità del sistema sanitario. A questo va aggiunto un altro elemento: l’invecchiamento della popolazione che richiede un utilizzo maggiore di farmaci”. Diventa così giocoforza trovare le risorse per garantire il livello di assistenza idoneo: “negli ultimi 50 anni ci sono stati molti cambiamenti nel sistema di regolazione del settore farmaceutico nel suo complesso e nella modalità di definizione dei prezzi dei farmaci nello specifico – aggiunge Siviero -. Fino ad arrivare nel 2007, con le legge 222, che cerca di mettere insieme strumenti macro con strumenti microeconomici di regolazione del mercato che sono particolarmente rilevanti e che hanno permesso finora di garantire un rapporto positivo tra il spesa sanitaria, fabbisogno sanitario del paese e utilizzo dei farmaci”. In sostanza la legge ha introdotto il budget aziendale con una disponibilità annullale di spesa per le aziende farmaceutiche. Dal 2007 ad oggi “il fabbisogno sanitario e farmaceutico è stato ridotto in modo considerevole – incalza il rappresentante Aifa -. Siamo passati da un 16,4 di incidenza rispetto al fondo sanitario nazionale a un 14,85%”. La riduzione che è stata possibile grazie all’introduzione di farmaci generici che hanno fatto scendere il prezzo anche del 75% permettendo che la sostenibilità del sistema si potesse mantenere. Ma la situazione è destinata ad evolversi: “Questo perché – ha detto il rappresentante dell’Aifa – non ci aspettiamo più la genericazione di importanti prodotti e dovremo trovare altre vie per garantire il bilanciamento tra necessità sanitaria e disponibilità economica. Nel 2012 la spesa farmaceutica, pubblica e privata è stata di 25,5 miliardi. Di questo il 76% è stata rimborsata del SSn, con 430 euro procapite. Un consumo di 985 dosi ogni 1000 abitanti con un aumento rispetto all’anno precedente del 2,3%”. “Il 2013 è un anno di svolta perché si passa dai generici comuni ai farmaci biosimilari. Questi sono aspetti rilevanti da un punto di vista sanitario perché necessitano di un’azione di istruzione sia nei confronti dei medici che dei pazienti”. “In questo senso – ha spiegato Siviero – l’azione dell’Aifa è stata sin dall’anno scorso indirizzata a far si che con i biosimilari non si faccia come con i generici che sono stati scarsamente utilizzati per diffidenza. In questo senso l’Aifa ha attivato un dialogo con tutte la categoria di medici e pazienti per chiarire tutti gli aspetti sia scientifici che di sicurezza sull’utilizzo di questi farmaci”. Un cenno infine alla spesa farmaceutica ospedaliera che ha visto nel tempo la crescita del suo fondo passando “dal 2,4% del 2012 al 3,5% del 2013 che comunque non arriva a coprire quella che è l’effettiva necessità. Già adesso infatti, per il 2013 stiamo intorno al 4,5% rispetto al 3,5% che è la disponibilità finanziaria”.

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Fonte: aifa

Farmaci
Commenti
VG
Vittorio Gamba
LE MAGANIE CHE DI PER SE HANNO "BASSA DENSITA'" E SONO COME UN SOTTOPRODOTTO DI SCARTO, NOTO A TUTTI (A QUALCUNO DI PIU') SONO ANNESSE ALLA NOSTRA POLITICA E AL CONTORNO DI "MOSCHE AFFILIATE" E "BLATTE PADRINI": DOPO CHE VENGONO RIVERSATE NEL MARE DAPPRIMA STAZIONANO A MEZZA PROFONDITA' DA SEMBRAR SCOMPARSE E ACCONTENTARE IL "BELGUARDARE", MA POI COSI' LEGGERE E PUZZOLENTI GLI ORRIBILI "ORPELLI" RIAFFIORANO IN BELLA EVIDENZA COME INESORABILI PESTILENZIALI SOVRANATANTI. CHE DIRE? SE COSTIAMO COSI' TANTO (TANTO DA FAR INGRASSARE L'ALTA FINANZA DELL'8% NEL 2013) PERCHE' GLI STATI ASSASSINI NON CI STERMINANO A TUTTI CON UNA BELLA PESTE AVIARIA COSI' HANNO RISOLTO IL PROBLEMA E BANCHE E FINANZE VANNO AL 50%.!
Rispondi
19/09/2013 16:05

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