
A questa conclusione è giunta una commissione di esperti del National Confidential Enquiry into Patient Oucome and Death (NCEPOD), costituita da rappresentanti delle società mediche inglesi, che nella relazione finale, presentata a Londra, pone molti dubbi sulla sicurezza dei trattamenti impiegati per i tumori non guaribili. Una revisione su 600 casi di pazienti morti entro 30 giorni di trattamento ha scoperto che per il 27% di essi la morte è stata causata o accelerata dalla terapia. Il rapporto evidenzia altre questioni spinose: la qualità delle cure (nella metà dei casi i pazienti sono stati ricoverati in medicina generale e non in reparti specializzati, nell' 8% il trattamento è stato giudicato ''meno che soddisfacente''); troppo poche le informazioni date ai pazienti per capire potenziali rischi e benefici.




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