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Un ammalato di tumore su 4 muore per le terapie

Oncologia Redazione DottNet | 13/11/2008 13:13

Allarme sulle terapie anticancro a pazienti con tumori in stadio avanzato: uno su quattro muore per gli effetti tossici dei farmaci.

A questa conclusione è giunta una commissione di esperti del National Confidential Enquiry into Patient Oucome and Death (NCEPOD), costituita da rappresentanti delle società mediche inglesi, che nella relazione finale, presentata a Londra, pone molti dubbi sulla sicurezza dei trattamenti impiegati per i tumori non guaribili. Una revisione su 600 casi di pazienti morti entro 30 giorni di trattamento ha scoperto che per il 27% di essi la morte è stata causata o accelerata dalla terapia. Il rapporto evidenzia altre questioni spinose: la qualità delle cure (nella metà dei casi i pazienti sono stati ricoverati in medicina generale e non in reparti specializzati, nell' 8% il trattamento è stato giudicato ''meno che soddisfacente''); troppo poche le informazioni date ai pazienti per capire potenziali rischi e benefici.

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Il presidente della NCEPOD, Tom Treasure, intervistato dal quotidiano inglese ''The Guardian'', dichiara che l'indagine è stata condotta volutamente fra i casi più gravi, per capire cosa poteva essere migliorato; ''la chemioterapia ha cambiato radicalmente le prospettive per molti malati di cancro, che adesso vivono meglio e più a lungo. Tuttavia lo studio ha posto delle domande difficili e trovato delle risposte sgradevoli su quali decisioni prendere nelle settimane che precedono la morte''.

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