
In generale, spiegano gli esperti nell'articolo, le industrie hanno paura di rendere noti i dati perché questo danneggerebbe i loro affari e la possibilità di difendere i brevetti. ''Ma le preoccupazioni sono sbagliate - affermano - più che ridurre gli incentivi a investire nella ricerca, pubblicare e condividere i dati dei test clinici aiuterebbe i ricercatori nella caccia a nuove terapie, aumentando l'efficienza del settore evitando la duplicazione degli sforzi''. Questo mese in Lussemburgo verrà discussa una causa che vede da una parte proprio l'Ema e dall'altra due aziende statunitensi, che hanno diffidato l'agenzia dal pubblicare i dati dei test clinici dei propri farmaci. Il dibattito non è solo europeo, sottolinea l'editoriale, e anche la statunitense Fda sta meditando su nuove regole per il settore.
Fonte: new england journal of medicine
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