
Il primo farmaco di cui si occuperà l'azienda è diretto contro le placche amiloidi, gli aggregati di proteine che sono i principali responsabili dei sintomi. Nei test passati la molecola ha mostrato di essere sicura, ma la sua efficacia è risultata bassa. Uno studio recente ha però suggerito che in persone con un determinato marker genetico il farmaco può rallentare lo sviluppo delle placche, e quindi della malattia. ''Nel passato le grandi compagnie hanno cercato di trovare farmaci che fossero efficaci per tutti, conducendo grandi test molto inclusivi - spiega Martin Tolen, l'amministratore delegato - noi crediamo sia meglio avere un approccio basato su gruppi più piccoli, formati da pazienti che hanno in comune un particolare fattore di rischio, come una mutazione del Dna, o determinate caratteristiche biologiche della malattia.
Se l’articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l’apposita funzione
Fonte: mit




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.