
Il fenomeno - rivela l''indagine - in aumento negli ultimi anni, è più diffuso tra le donne e i giovani; il Mezzogiorno l'area più colpita. Accanto ai prodotti taroccati 'tradizionali', ci sono fenomeni illegali nuovi, come l'acquisto, il più delle volte in rete, di biglietti per spettacoli per il cinema o per concerti, o titoli di viaggio pirata. Per oltre il 50% dei consumatori la ragione principale degli acquisti illegali è di natura economica e con la crisi, il fenomeno - dice l'indagine - ha subito un incremento.Tuttavia la quasi totalità degli acquirenti è consapevole dei rischi: circa l'80% dei consumatori ritiene infatti che l'acquisto di prodotti illegali o contraffatti, o l'utilizzazione di servizi svolti da abusivi, possa comportare rischi per la salute e la sicurezza, rivelandosi di scarsa qualità. Inoltre, il 79% è consapevole del fatto che l'illegalità altera le regole del mercato e penalizza le imprese regolari. Rispetto al 2010, il fenomeno è in aumento nonostante ci sia anche una quota di 'inconsapevoli': il 10,3% dei consumatori si è imbattuto, almeno una volta nella vita, nell'acquisto di un prodotto o di un servizio che successivamente ha scoperto essere illegale o erogato da soggetti non autorizzati, mostrando tuttavia in maggioranza un atteggiamento piuttosto tollerante.
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Fonte: confcommercio




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