
I ricercatori del gruppo di Ermanno Leo all'Istituto dei Tumori di Milano (INT) hanno individuato un 'marker' tumorale che mandera' in pensione quello attuale, meno indicativo, basato sulla ricerca dell' antigene carcino embrionario (CEA). Gli ultimi studi, basati su una sperimentazione che ha coinvolto 482 pazienti, sono in via di pubblicazione su una rivista internazionale del settore e Leo stesso ne ha comunicato gli incoraggianti risultati preliminari a Milano nel corso dell' VIII Simposio Internazionale sulla Chirurgia Conservativa per il Cancro Colorettale. Il nuovo marcatore si basa su tecniche di spettroscopia in fluorescenza oggi riviste sulla base di conoscenze nuove: ''Le cellule tumorali - spiega Alberto Vannelli, medico ricercatore che collabora con Leo - rilasciano nel sangue particolari particelle che attraverso uno spettroscopio possono essere viste come un' alterazione del colore.

Nel trial DeLLphi-305, aggiungere tarlatamab a durvalumab nel mantenimento di prima linea ha ridotto del 58% il rischio di morte rispetto al solo durvalumab.

Uno studio identifica un asse di segnalazione indipendente dai nutrienti: le mutazioni di ATP6V1B2 possono sostenerne l’attivazione e favorire la proliferazione neoplastica.

Il progetto europeo coinvolge 133 organizzazioni di 29 Paesi e punta a condividere competenze e innovazione in sette aree dell’oncologia, favorendo una maggiore uniformità dell’assistenza e il trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica c

Nello studio di fase 3 DeLLphi-305, la combinazione in mantenimento di prima linea ha portato la sopravvivenza globale mediana a 21,1 mesi, rispetto ai 12,7 mesi con il solo durvalumab, nei pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio
Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.