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Il futuro della farmacia: da dispensazione a relazione

Farmacia

  Sotto i riflettori la recente ricerca del Pcne sui nuovi servizi in farmacia, coordinata per l’Italia da Giancarlo Nadin, docente di marketing alla Cattolica di Milano. «Lo studio» ha spiegato Nadin nel corso della serata «dimostra che per i titolari si aprono spazi interessanti di connessione con gli altri operatori delle cure primarie, a patto però che professionalità e specializzazione divengano le chiavi del cambiamento». La considerazione trae spunto dai dati finali della ricerca: le risposte fornite dai farmacisti dimostrano che in Italia esistono tre tipi di farmacia, quella ancora ancorata alla sola dispensazione, quella che offre servizi occasionali e infine quella che si è radicata saldamente nei servizi. La grande maggioranza appartiene ancora al primo gruppo, una sparuta minoranza all’ultimo. «Eppure» ha detto ancora Nadin «il futuro è delle farmacie che puntano sulla relazione anziché sulla dispensazione». Una spinta sempre più marcata verso il modello dei servizi professionali, infatti, accrediterà la farmacia da un lato come generatrice di risparmi per la collettività (con conseguente riconoscimento del valore creato) e dall’altro assicurerà ai titolari i benefici connessi a una relazione più forte e profonda con il paziente. «Si pensi per esempio» ha concluso Nadin «ai malati di diabete: in media ciascuno di loro spende ogni anno 1.500-1.800 euro, soltanto una parte dei quali in medicinali».
Ma l’urgenza di una virata decisa verso la farmacia di relazione è suggerita anche dai cambiamenti in atto nel mercato farmaceutico: come ha ricordato Steno Sofio, Business development manager di Gsk, si riduce l’intensità con cui l’industria produce nuovi farmaci ma quelli che si lanciano sono sempre più spesso progettati per cure personalizzate, che richiedono un monitoraggio e un’assistenza assidua del paziente. E soltanto una farmacia orientata ai servizi professionali e alla relazione potrà assicurarsene la dispensazione.
Per raggiungere gli obiettivi, tuttavia, le farmacie avranno bisogno di supporto tecnologico e digitale. Ed è su questo fronte che Federfarma e Studiofarma stanno lavorando grazie a Digitfarma, la nuova società di servizi che si occuperà di piattaforme e soluzioni software per la farmacia. Gianni Petrosillo, amministratore delegato di Promofarma, ha passato in rassegna i progetti in cantiere, dalle evoluzioni del sistema webcare (che si propone di diventare la piattaforma-tipo tutti i servizi erogati in convenzione con le Asl) al dossier farmaceutico, la sezione del fascicolo sanitario elettronico dove le farmacie registreranno non solo i consumi del paziente nell’area del farmaco (rimborsati e non) e del parafarmaco, ma anche risultati e parametri delle misurazioni effettuate in farmacia e dati di aderenza alle terapie, in un dialogo continuo con il medico curante. «Poste italiane» ha ricordato in chiusura Petrosillo «ha lanciato da poco un portale di servizi sanitari che comprende anche un libretto personale in cui archiviare dati e informazioni sanitarie. Siamo noi che facciamo salute, non le Poste. Il nostro futuro dipende soltanto da noi».
Le prossime tappe del tour Federfarma sulla pharmaceutical care saranno a Firenze (sabato 30 prossimo) e Napoli (il 1 dicembre).


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Fonte: federfarma

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