
La loro domanda era già stata respinta dalle aziende sanitarie locali (ASL) nonché dal Ministero della Salute, in quanto la normativa nazionale autorizza la vendita di simili medicinali solo nelle farmacie. Esse hanno quindi ha chiesto il parere, come da procedura, al Tribunale amministrativo regionale per la Regione Lombardia, affermando che tale rigetto era contrario al diritto dell'Unione. Tale giudice ha chiesto il parere della Corte di giustizia che oggi afferma come "la normativa italiana persegue l'obiettivo di garantire alla popolazione un rifornimento di medicinali sicuro e di qualità, il quale rientra nell'obiettivo più generale di tutela della salute". "I Giudici comunitari hanno pienamente condiviso le argomentazione del Governo Italiano e di Federfarma a difesa di un sistema che ha sempre garantito il massimo livello di tutela della salute dei cittadini". Così Annarosa Racca, presidente di Federfarma commenta la sentenza della Corte di Giustizia Europea in merito alla vendita di medicinali di fascia C. Secondo la Corte di Lussemburgo, sottolinea Federfarma, la normativa italiana in materia, che consente solo alle farmacie di vendere medicinali soggetti a prescrizione medica, oltre che conforme al diritto comunitario, è funzionale all'obiettivo di garantire la tutela della salute dei cittadini. Attraverso la pianificazione territoriale delle farmacie, infatti, garantisce alla popolazione un rifornimento di medicinali su tutto il territorio nazionale, anche nelle zone isolate o svantaggiate. "Confidiamo che questo importante riconoscimento europeo, insieme ad altri segnali di attenzione pervenuti dal Governo - aggiunge Racca - possa contribuire al rilancio e al potenziamento dei servizi offerti dalla rete delle farmacie nell'ambito del SSN".
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Fonte: Ue, federfarma

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