
I ricercatori in particolare "hanno escluso, a seguito di un approfondito esame delle prove fornite da studi condotti sugli animali e sull'uomo, il potenziale rischio collegato all'aspartame di causare danno ai geni e indurre il cancro". Sostengono inoltre "che l'aspartame non causa danni al cervello". Per quanto concerne la gravidanza, il parere sottolinea "l'assenza, per il feto in via di sviluppo, di rischi dovuti all'esposizione alla fenilalanina, derivata dall'aspartame, sulla base del consumo attuale, fatta eccezione per le donne affette da fenichetonuria (PKU). Quanto ai livelli di esposizione presi in esame, si riferiscono ad una dose giornaliera ammissibile di 40 mg/kg di peso corporeo che rappresenta, ha spiegato il portavoce dell'Efsa Stephen Pagani, "l'equivalente di cinque litri di bevanda dolcificata all'aspartame bevuta ogni giorno per tutta la vita". Per Alicja Mortensen, presidente del gruppo di esperti scientifici Efsa sugli additivi alimentari, il parere "é un passo in avanti per rafforzare la fiducia del consumatore nei fondamenti scientifici del sistema di sicurezza alimentare dell'Ue". Era stata la Commissione Ue, nel maggio 2011, a chiedere all'Efsa di anticipare la valutazione completa sull'aspartame causa i timori sollevati da nuovi studi.
Fonte: efsa
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