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Reazioni avverse ai farmaci, le donne le più colpite

Farmaci Redazione DottNet | 10/12/2013 18:51

Il 60% dei ricoveri delle donne è dovuto alle reazioni avverse ai farmaci. Il dato è stato sottolineato durante la presentazione del Libro Bianco dell'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (Onda) oggi a Roma, da cui è emerso che nonostante i miglioramenti sulla medicina di genere il nostro paese è ancora indietro.

Vivono di più e hanno una salute in generale migliore rispetto agli uomini, ma prendono più farmaci, che molto spesso non sono testati per loro al punto che il 60% dei ricoveri è dovuto a qualche effetto avverso. L'immagine delle donne che emerge dal Libro Bianco dell'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (Onda) è in chiaroscuro, e testimonia l'esigenza sempre maggiore di 'medicina di genere', a partire dalle terapie per arrivare agli screening sui tumori in qualche regione ancora deficitari. Le donne, si legge nel documento, che consumano più farmaci degli uomini (42,9% contro 34,3, in particolare di antidepressivi, farmaci ematopoietici e dell'apparato muscolo-scheletrico), hanno un rischio di reazione avversa quasi doppio (1,7 volte), e questo incide anche sui costi sanitari. ''La ricerca sta andando nel senso di una farmacologia di genere - ha sottolineato Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria che ha contribuito alla realizzazione del rapporto - con 850 farmaci dedicati alle donne attualmente in sperimentazione, di cui il 64% in ambito oncologico. Le cose stanno cambiando da questo punto di vista, ma in Italia ci sono delle limitazioni. Ad esempio è difficile studiare i farmaci per genere se poi c'è una spinta continua alle gare regionali di equivalenza, che implicano dare lo stesso farmaco per una malattia a tutti?''. Per il rapporto nel 2011 le donne avevano un'aspettativa di vita di 84,5 anni, con un aumento di 6 mesi rispetto al 2009, mentre gli uomini di 79,4, con un aumento maggiore, di 8,5 mesi.

Nei ricoveri vince 'lui' (961,7 contro 341,1 ogni 100mila abitanti per le malattie cerebro e cardiovascolari, ma il 'vantaggio' si riscontra in tutte quelle croniche). Cresce l'incidenza dei tumori maligni nelle donne a causa soprattutto degli stili di vita peggiori, con ad esempio un aumento delle fumatrici, ma la mortalità è metà di quella degli uomini (35,6 contro 19,3 per 100mila abitanti). ''L'analisi documenta che lo stato di salute delle donne è complessivamente buono - spiega Francesca Merzagora, presidente di Onda - anche se permangono marcate differenze tra macroaree geografiche, con Sud e Isole in svantaggio rispetto al Nord e al Centro''. Il 'messaggio' è stato raccolto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sabrina De Camillis. ''Serve una cura garantita ovunque sul territorio nazionale - ha commentato - anche se dovesse diventare necessario riaccentrare alcune funzioni ora in mano alle singole Regioni''.

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Fonte: oss. onda

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