
Giro di vite salva-privacy su Asl e Regioni in tema di consegna a domicilio di presidi e integrativa. A impartirla il Garante per la protezione dei dati personali, che nelle settimane scorse ha preparato un provvedimento di imminente pubblicazione in Gazzetta ufficiale.
Come recita in premessa lo stesso dispositivo, si legge su Filodiretto, a spingere l’authority all’azione sono state le segnalazioni provenienti da assistiti e malati: pacchi di prodotti per incontinenti o stomizzati con etichette descrittive del contenuto in bella vista o addirittura imballati in materiale trasparente, scatoloni lasciati al portiere o al vicino di casa senza che sia stata preventivamente autorizzata la consegna a terzi e via di seguito. Risultato, il diritto della persona tenere riservato il proprio stato di salute viene messo in serio rischio.
Di qui l’intervento del Garante, che nel Provvedimento non solo ricorda le norme già in vigore (a partire dalle regole sulla privacy in ambito sanitario, emanate nel 2005) ma detta anche «un quadro unitario di misure e accorgimenti» per il recapito dei presidi che le Asl dovranno mettere in pratica entro sei mesi dalla pubblicazione del testo. In sintesi:
1. La consegna dei prodotti deve avvenire nel luogo individuato dall'interessato e nel rispetto degli orari scelti da quest'ultimo tra quelli indicati dal titolare o dal responsabile del trattamento; preferibilmente nelle mani dell'interessato; il presidio non può essere lasciato incustodito nelle vicinanze del luogo indicato dall'interessato.
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Fonte: federfarma,
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