
A darne notizia è l’ultimo numero della newsletter dell’Enpaf: la disciplina legale della perequazione, spiega la nota, prevede che la misura da applicarsi per l’anno entrante venga individuata in via provvisoria entro il novembre precedente con un decreto dei Ministeri competenti; la variazione definitiva e il possibile conguaglio vengono invece individuati entro il novembre dell’anno interessato, sempre tramite decreto.
Nel 2012 e 2013, ricorda ancora l’Enpaf, la rivalutazione delle pensioni si era limitata ai soli trattamenti di importo complessivo non superiore a tre volte il minimo Inps, secondo lo stesso meccanismo previsto per la previdenza generale dal decreto “Salva-Italia” (dl 201/2011, convertito nella legge 214/2011). Grazie a quell’intervento, l’ente di previdenza aveva potuto beneficiare di un importante contenimento della spesa previdenziale. Nel 2014, invece, «l’entrata in vigore delle modifiche regolamentari in materia di pensioni di vecchiaia e di anzianità» e le previsioni tecniche attuariali «che confermano per l’Enpaf l’equilibrio del saldo previdenziale nell’arco di un cinquantennio», hanno convinto il consiglio di amministrazione ad autorizzare la perequazione per tutti i trattamenti.
Lo stesso adeguamento, conclude la nota, verrà applicato ai coefficienti economici che determinano l’ammontare delle future pensioni, come vuole il meccanismo “a prestazione predefinita” adottato dall’Enpaf.
Fonte: federfarma, enpaf
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