
La fascia più colpita è quella dei bambini da 0 a 4 anni, in cui si osserva un’incidenza di quasi 6 casi per 1.000 assistiti, seguita dalla fascia 5-14 anni (2,25 casi su 1.000), 15-64 anni (1,89 casi su 1.000) e infine dai 65 anni in su (0,86 casi su 1.000). “Non stupisce che i più colpiti siano i bambini e gli adolescenti e che l’incidenza cali con l’aumentare dell’età” afferma Mariapaola Landini, direttore della Microbiologia di Bologna e membro del direttivo AMCLI “il virus che sta circolando maggiormente è di tipo A H1N1, quello che ha causato la pandemia del 2009 e, mentre gli adulti hanno avuto a che fare con virus simili tra gli anni ’70 e ‘90 e sono parzialmente protetti, i bambini e gli adolescenti sono completamente privi di difese” . Il Rapporto, inoltre, riporta l’incidenza delle sindromi simil-influenzali causate da virus diversi da quello dell’influenza che possono causare, soprattutto nei bambini e negli anziani, infezioni severe. “Si continuano ad avere casi di infezione da virus respiratorio sinciziale, adenovirus e virus parainfluenzali, anche se in quantità minore rispetto agli utlimi anni” ricorda Pierangelo Clerici, Presidente dell’ Associazione Microbiologi Clinici Italiani (AMCLI) “ma non si deve abbassare la guardia poichè fino ad ora il clima è stato mite e, purtroppo, anche quest’ anno la risposta della popolazione a rischio alla vaccinazione è stata scarsa”.
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Fonte: amcli




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