
Ne ha parlato Matteo Piovella, Segretario della Società Oftalmologica Italiana (Soi) nel presentare l'88/o Congresso annuale della Società scientifica di Roma. La prima delle due tecniche per riattaccare la retina distaccata - spiega Piovella - attacca la patologia dall' esterno della sclera e consiste in un cerchiaggio del bulbo oculare stesso con strutture biocompatibili fino a creare una gobba al centro dell'occhio che va a 'riprendere' la retina distaccata che viene poi fissata dopo aver eliminato il fluido sottoretinico. La seconda tecnica chirurgica viene utilizzata nei casi più complessi e consiste nella vitrectomia: attraverso un'incisione si asporta il vitreo e dall'interno, utilizzando particolari strumenti si cerca di riattaccare mediante oli siliconati la retina alla parete di fondo dell' occhio.



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