
Sono le nostre abitudini di vita, scandite dall'orologio biologico, a determinare quanto efficace sarà il farmaco che prendiamo. La quantità di sonno, l'esposizione alla luce e persino gli orari dei pasti alterano infatti la differente composizione delle molecole nel sangue, incidendo profondamente sull'efficacia delle medicine che utilizziamo giornalmente e sui risultati di alcuni test diagnostici che effettuiamo.
E' quanto emerge da una ricerca dell'Università del Surrey e dell'Institute of Cancer Research di Londra, pubblicata sulla rivista Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences). Per arrivare a questa conclusione gli studiosi hanno analizzato 12 volontari maschi sani per 48 ore: durante le prime 24 ore è stata lasciata loro la possibilità di seguire i normali ritmi sonno-veglia, mentre per le successive 24 sono stati tenuti svegli. Effettuando delle analisi del sangue, è stato così possibile rilevare che quando ai volontari è stato chiesto di non dormire risultavano molto aumentati i livelli di 27 metaboliti, tra cui serotonina, taurina e sfingolipidi, con variazioni importanti nel corso della giornata. "Da questi risultati consegue che quando si realizza un nuovo test diagnostico per una malattia bisognerebbe tenere in conto il momento della giornata in cui viene effettuato - spiega la professoressa Debra Skene, tra le autrici principali della ricerca - la valutazione migliore sarebbe quella caso per caso, perché lavoratori che fanno diversi turni hanno anche differenti ritmi sonno-veglia e delle diverse tempistiche durante la giornata".
fonte: ansa
Presentati da Johnson & Johnson in occasione della Digestive Disease Week di Washington i risultati dei tre studi registrativi sul trattamento di colite ulcerosa e malattia di Crohn
Via libera da Aifa, riduce i sintomi intestinali senza l'uso di steroidi
Lo studio sperimentale di fase III è stata la più ampia sperimentazione sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF) ad oggi mai condotta, in corso presso circa 400 centri e in oltre 30 Paesi
Lo rivela la prima analisi globale sull'argomento pubblicata sulla rivista The Lancet e condotta dal Global Research on Antimicrobial Resistance (Gram) Project
Il sottosegretario alla Salute indica la tabella di marcia della riforma. Al centro accesso ai farmaci e riduzione della dipendenza da Cina e India per i principi attivi
Segnalati numerosi casi di assunzione eccessiva tra i giovani. L’agenzia invita a non sottovalutare un farmaco di uso comune, evidenziando le possibili conseguenze gravi sul fegato e la necessità di un’adeguata educazione all’uso dei medicinali
Commenti