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Depenalizzazione errori dei medici: Fazio, così avremo procedure più snelle

Medicina Generale

Il sottosegretario Ferruccio Fazio annuncia una ''depenalizzazione'' degli errori medici e poi spiega: ''vogliamo separare le responsabilità penali da quelle civili''. L'obiettivo e' quello di ottenere ''procedure piu' snelle e risarcimenti veloci'', oltre che una sperata riduzione dei costi per le assicurazioni da parte delle strutture. ''Il termine depenalizzazione in realtà è improprio poichè - ha spiegato - ciò che vogliamo fare è distinguere la responsabilità colposa penale da quella civile. E ciò non ha nulla a che vedere con i fatti della clinica Santa Rita di Milano che vanno puniti''. L'intenzione, ha aggiunto Fazio, è quella di accertare ''in modo efficace l'errore clinico e il nesso di causalità, vogliamo creare dei piani efficaci per censire, valutare gli errori veri e quelli presunti e cercare di prevenirli''. ''L'utile conseguenza - ha aggiunto Fazio - è quella di migliorare le politiche risarcitorie per i cittadini''. Una sorta di messa in ordine della materia che ora comporta, in costi assicurativi, un grave carico alle aziende sanitarie e ritardi per il risarcimento dei cittadini danneggiati. E la proposta che il governo ha intenzione di elaborare, ''già presente nel programma di governo da molto prima che accadessero i fatti di Milano'', va nella direzione, ha concluso Fazio, della proposta della Fnomceo che a Fiuggi ha proposto, per la colpa medica, un reato specifico del Codice penale. Ma questa depenalizzazione non significa fuggire dalla responsabilità, ha spiegato, Amedeo Bianco, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici. ''Non tutti gli eventi avversi sono errori e non tutti gli errori sono colpe'', ha detto Bianco. L'obiettivo della proposta della categoria che sembra coincidere negli intenti di quella annunciata dal governo, e' anche quella, ha aggiunto il presidente dalla Fnomceo, di ''contenere il numero di contenziosi giudiziari e permettere più veloci risarcimenti ai cittadini''. ''Nessuno vuole ridurre le tutele e la sicurezza dei malati'' ma il sistema di risarcimento degli errori medici, secondo Carlo Lusenti, segretario nazionale dell'Anaao-Assomed, il sindacato maggiormente rappresentativo dei medici pubblici, fa due vittime: ''i cittadini, costretti ad aspettare anni per ottenere un risarcimento, e i medici sottoposti spesso a contenzioni penali proprio per rendere più veloce il percorso che in sede civile sarebbe troppo lungo''. E il leader della Cgil-Medici, Massimo Cozza, si augura che ciò non rappresenti un colpo di spugna. Anche Cittadinanzattiva esprime la preoccupazione che ''si lasciano i cittadini senza tutele''. ''Quello che dovrebbe scandalizzare Fazio, è che nel 90% dei casi il reato si prescrive a causa dei tempi: la vittime - sostiene Cittadinanzattiva - resta sempre e comunque il cittadino''.
La sanità italiana spende cinquecento milioni di euro per assicurarsi contro le cause per richieste di danni che sono oramai 30 mila l'anno. E il settore in testa è quello dell'ortopedia con il 18,7% delle denunce. Le nuove norme che il governo si appresta a presentare sul rischio clinico, ha spiegato il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio, interverranno proprio per distinguere le responsabilità penali da quelle civili. Gli esposti, secondo stime diffuse dalla federazione degli Ordini dei medici, sarebbero oltre 16 mila l'anno, mentre il Tribunale dei Diritti del Malato rivela che nel 2007 ha ricevuto 24.300 segnalazioni di errori medici o altri disservizi sanitari. L'Ania, che raggruppa il 91% delle compagnie, denuncia che in 10 anni il totale dei risarcimenti è raddoppiato, passando da 17 mila denuncie coperte da 35 milioni di euro di premi nel 1995 a 28.500 vertenze per 381 milioni di premi nel 2005. La conseguenza di ciò sono forti rincari assicurativi. Tra i settori più a rischio l'ortopedia (18.7% delle denuncie), oncologia (12.1%), chirurgia generale (9.5%), ginecologia e ostetricia (6.9%). I rimborsi più costosi riguardano invece i parti con invalidità (da 2 a 4.5 milioni di euro), la mancata diagnosi di tumori mortali (1 milione) e gravi danni ortopedici (400 mila euro). Secondo Cittadinanzattiva i costi sono alti anche per chi decide di intentare una causa, in termini di tempi e di spese: per una causa civile ci vogliono 10.000 Euro solo per il primo grado, e comporta una attesa di almeno dieci anni. Nel 90% dei casi il reato si prescrive a causa dei tempi.
 

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