
Il continuo abuso di antibiotici in tutto il mondo, Italia in testa, sta facendo sì che i batteri diventino sempre più resistenti a questi farmaci, con costi molto alti sia sul piano delle vite umane che della sostenibilità economica.
Per cercare di evitare almeno l'errore più comune, il loro uso per le infezioni da virus come il raffreddore o l'influenza, la Commissione Europea ha indetto un concorso con in palio un milione di euro per un test rapido da effettuare nello studio del medico di famiglia. ''Il test - ha spiegato John Ryan, rappresentante della Commissione, durante la conferenza stampa della Giornata Europea di sensibilizzazione che si celebra il 18 novembre - dovrà essere economico e semplice da usare, e minimamente invasivo, e il concorso inizierà a febbraio 2015. Stiamo pensando a qualcosa che possa essere fatto nello studio del medico di base, che cosi potrà subito sapere se il paziente ha bisogno o no dell'antibiotico.
A conferma della 'maglia nera' da assegnare al nostro paese l'Ecdc ha pubblicato il rapporto annuale sul fenomeno, che ci vede nella fascia con la più alta percentuale di resistenza praticamente per tutti i batteri. La resistenza ai carbapenemi del batterio Klebsiella Penumonie, ad esempio, da noi è tra il 25 e il 50%, seconda solo alla Grecia, mentre quella alla terza generazione di cefalosporine, sempre per la Klebsiella, ci vede nella fascia peggiore, quella tra il 25 e il 50%. Lo stesso discorso vale per Escherichia Coli e Acinetobacter, due dei batteri che causano più comunemente infezioni, mentre anche per lo Stafilococco Aureo resistente alla Meticillina (Mrsa), la cui percentuale di resistenza agli antibiotici è in calo in tutta Europa, l'Italia vede percentuali da primato europeo, fra il 25 e il 50%.
''C'è un bisogno urgente per tutti i paesi europei di guardare a tutta la 'filiera' delle cure - ha affermato Sprenger - e di prendere iniziative per un uso prudente degli antibiotici dalle comunità ai reparti più specializzati degli ospedali''. Quest'anno saranno 40 i paesi ad organizzare eventi in occasione della Giornata, che in realtà prevede iniziative per tutto il resto della settimana. Fra questi una conversazione di 24 ore su Twitter con l'hashtag #AntibioticDay in collaborazione con Usa, Australia, Nuova Zelanda e Canada. Quest'anno vogliamo ricordare che siamo tutti responsabili di un uso prudente degli antibiotici - ha ricordato Sprenger - per il pubblico generale il messaggio è che questi farmaci non possono essere usati per automedicazione, mentre questa pratica è ancora molto diffusa''.
Fonte: ansa
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