
Gli attuali marcatori tumorali specifici per questo tipo di cancro, come il PSA sierico, presentano dei limiti e per questo motivo l'introduzione di PROGENSA PCA3 è da considerarsi positivamente. ''E' stato dimostrato che grazie al PCA3 è possibile identificare pazienti affetti da forme tumorali molto iniziali o di basso grado, per i quali, talvolta, una vigilanza attiva potrebbe risultare più idonea rispetto a qualsiasi intervento più invasivo'', spiega il professor Fabrizio Iacono, associato in Urologia all'Università di Napoli Federico II. Il PCA3 è un gene specifico per la prostata che si presenta sovraespresso in caso di tumore. Maggiore è la quantità di PCA3, maggiori saranno le probabilità della presenza di una neoplasia. Dagli studi è emerso che PROGENSA PCA3 è in grado di predire, fra i pazienti con precedente biopsia negativa, chi risulterà positivo alla biopsia di controllo in modo più accurato rispetto al solo test del PSA. ''Controlli periodici e la tempestività diagnostica sono fondamentali per ridurre la percentuale di mortalità dovuta a questo tipo di neoplasia - afferma Iacono - oggi la prevenzione prevede il dosaggio del PSA, seguito dall'esplorazione digitorettale (DRE) e da eventuale ecografia trans-rettale.

Il progetto europeo coinvolge 133 organizzazioni di 29 Paesi e punta a condividere competenze e innovazione in sette aree dell’oncologia, favorendo una maggiore uniformità dell’assistenza e il trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica c

Nello studio di fase 3 DeLLphi-305, la combinazione in mantenimento di prima linea ha portato la sopravvivenza globale mediana a 21,1 mesi, rispetto ai 12,7 mesi con il solo durvalumab, nei pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio

Nello studio di fase 3 HBI-8000-303, la combinazione dell’inibitore delle HDAC con nivolumab ha portato la sopravvivenza libera da progressione mediana a 11,7 mesi, rispetto ai 7,4 mesi dell’immunoterapia da sola, nei pazienti mai trattati con inibit

Uno studio di Alleanza contro il cancro fotografa forti differenze tra i Paesi Ue per le neoplasie del polmone e della cervice uterina. Serraino: «le disparità devono orientare le politiche sanitarie»
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