
Ormone della crescita, emoderivati, insulina, vaccini, immonoglobuline e anticorpi monoclonali. Sono solo alcuni esempi di farmaci biologici, assunti da centinaia di migliaia di pazienti in Italia, ma solo il 9% di chi ne fa uso conosce la differenza con i biosimilari mentre il 41% non ha la minima idea di cosa sia un biosimilare. Sono i numeri che emergono da un'indagine di Cittadinanzattiva-Tribunale dei Diritti del Malato su 620 pazienti
"Un dato eclatante che evidenzia la necessità di un maggior coinvolgimento del paziente nei percorsi di cura", commenta il coordinatore nazionale del Tribunale dei Diritti del Malato Tonino Aceti. "Il medico prescrittore, per primo, - prosegue - nel momento in cui propone l'uno o l'altro farmaco, deve offrire notizie chiare e corrette. Ma non tutti sono adeguatamente formati, a causa di regole ancora poco chiare fornite dalle stesse istituzioni del farmaco". Su temi così delicati, il Consenso informato non può limitarsi solo alla firma di un modulo. "Presupposto per l'acquisizione di un consenso che possa dirsi pieno ed effettivo è lo sviluppo di un adeguato processo informativo. In questo senso la Corte di Cassazione ha chiarito che la firma che il paziente mette su un foglio prestampato contenente notizie sul tipo di intervento o di terapia che deve affrontare non è sufficiente", osserva Marta Tomasi dell'European Centre for Law, Science and New Technologies dell'Università di Pavia.
fonte: cittadinanzattiva
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